Sgravio contributivo alternativo alla CIG: chiarimenti dall’INPS

Tenuto conto dell’introduzione da parte del Decreto Agosto di un apposito sgravio contributivo destinato alle aziende che decidono di non avvalersi ulteriormente delle integrazioni salariali, l’Istituto Previdenziale con apposita Circolare fornisce le prime istruzioni di dettaglio, soffermandosi su alcuni punti in particolare…

Sgravio contributivo alternativo alla CIG: premessa

sgravio contributivo alternativo alla cigCome noto, il Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 all’articolo 3 ha previsto uno specifico sgravio contributivo per le aziende che non richiedono ulteriori trattamenti di cassa integrazione (CIG).

Al fine di chiarirne alcuni aspetti, l’Istituto Previdenziale fornisce le prime indicazioni in merito alla gestione di tale esonero contributivo con la Circolare n. 105 del 18 settembre 2020.

(Per approfondire...“Proroghe e rinnovi, divieti di licenziamento ed esonero contributivo: chiarimenti sul Decreto Agosto”)

 

Soggetti interessati

Come già anticipato, l’articolo 3 del D.L. n. 104/2020 prevede che i datori di lavoro del settore privato – ad esclusione di quello agricolo – possono accedere ad un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico entro il 31 dicembre 2020, a condizione che gli stessi datori di lavoro non richiedano nuovi interventi di integrazione salariale.

L’esonero contributivo non si applica inoltre nei confronti del pubblico impiego.

Potranno accedere a tale esonero i datori di lavoro che hanno già fruito nei mesi di maggio e giugno 2020 degli interventi di integrazione salariale previsti dagli articoli compresi tra 19 e 22-quinquies del Decreto Legge n. 18/2020, convertito con L. n. 27/2020 e ss.mm., ovvero dei trattamenti di integrazione salariale, degli assegni ordinari e dei trattamenti di integrazione salariale in deroga, riconosciuti secondo la disciplina posta in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Oltre a tali datori di lavoro, potranno accedere all’esonero dei contributi anche i datori di lavoro che hanno richiesto periodi di integrazione salariale collocati anche parzialmente in periodi successivi al 12 luglio 2020.

In tal caso, l’esonero può essere utilizzato per le matricole INPS che nei mesi di maggio e giugno 2020 abbiano beneficiato delle integrazioni salariali suddette, con la conseguenza che l’importo dell’esonero potrà essere fruito solamente per le medesime matricole per le quali si è fruito dei trattamenti di integrazione salariale.

 

Importo riconoscibile e riconosciuto

L’esonero è di ammontare pari alla contribuzione non versata per il doppio delle ore di cassa integrazione salariale fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, ad esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.

L’importo spettante sarà poi calcolato e riparametrato su base mensile per un periodo massimo di 4 mesi, e non potrà superare l’ammontare dei contributi dovuti per ogni singolo mese di fruizione dell’agevolazione.

Si segnala inoltre che tale bonus è applicabile sulla base di un’autorizzazione della Commissione Europea.

L’importo potrà essere fruito entro il 31 dicembre 2020 per un periodo massimo di 4 mesi e dovrà essere riparametrato e applicato su base mensile.

Abbiamo già anticipato che non sono oggetto di esonero i premi e contributi dovuti all’INAIL; ma allo stesso tempo non rientrano nell’esonero:

  • contributo, se dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”;
     
  • contributo (se dovuto) ai fondi di cui agli articoli 26, 27, 28 e 29 del Decreto Legislativo n. 148/2015;
     
  • il contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della L. n. 845/1978 pari allo 0,30% della retribuzione imponibile per il finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua;
     
  • le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite con lo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.

 

Alternatività tra integrazioni salariali e sgravio contributivo

L’esonero contributivo è però una misura alternativa rispetto a quella dei trattamenti di integrazione salariale, per cui il datore di lavoro che decide di accedere all’esonero in trattazione non potrà anche avvalersi di ulteriori trattamenti di…

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