Le liberalità indirette: aspetti fiscali

Esaminiamo le liberalità indirette, che non necessitano della forma dell’atto pubblico, tipica invece delle donazioni, e che, se collegate ad atti soggetti all’imposta di registro proporzionale o all’IVA, sono escluse da imposizione. Il caso tipico di donazione indiretta è dello in cui i genitori, o uno di essi, pagano il prezzo di un immobile che viene intestato al figlio.

Liberalità indirette: introduzione

liberalità indirette aspetti fiscaliLe donazioni o liberalità indirette consistono in una attribuzione patrimoniale gratuita mediante le quali si raggiunge lo stesso effetto della donazione tipica, e quindi l’arricchimento del donatario e correlato depauperamento del donante, senza utilizzo della forma dell’atto pubblico.

(Per approfondire…“Donazioni di denaro senza atto pubblico: sono nulle?”)

Il caso tipico di donazione indiretta è quello in cui i genitori, o uno di essi, pagano il prezzo di un immobile che viene intestato al figlio.

Altre forme di donazione indiretta possono essere la rinuncia, il negotium mixtum cum donatione, la delegazione, l’accollo, la cessione del credito, il contratto a favore di terzo, l’intestazione di beni sotto nome altrui, l’adempimento di un debito altrui, l’atto di fondazione, depositi bancari, il trust, il patto di famiglia con rinuncia, il mandato senza rappresentanza, il contratto di società nel passaggio generazionale, l’acquisto in comunione legale in certi casi, la prestazione di garanzia fidejussoria, l’assunzione di una obbligazione solidale, il contratto preliminare a favore del terzo (da Giancarlo Iaccarino, Liberalità indirette, IPOSA, 2011)

Da un punto di vista fiscale, le donazioni indirette collegate ad atti di trasferimento di immobili o aziende, qualora per tale atto sia dovuta l’imposta proporzionale di registro o l’iva, non sono soggette ad imposta sulle donazioni.

Si tratta della previsione dettata dall’art.1, comma 4-bis del D.Lgs. n. 346/1990.

 

Donazione indiretta nel TUS

Nel testo unico dell’imposta di successione e donazione (D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346), le liberalità diverse dalla donazione “formale” sono indicate in una pluralità di norme:

  1. Art. 1, comma 1: l’imposta sulle donazioni si applica ai trasferimenti di beni e diritti “per donazione o altra liberalità tra vivi”;
     
  2. Art. 1, comma 4: l’imposta di donazione non si applica ai casi di “donazione o liberalità di cui agli artt. 742 e 783 del Codice civile” (vale a dire per le “spese non soggette a collazione”, di cui all’art. 742 c.c., e per le donazioni “di modico valore”, di cui all’art. 783 c.c.);
     
  3. e Art. 1, comma 4-bis: ferma restando “l’applicazione dell’imposta anche alle liberalità indirette risultanti da atti soggetti a registrazione”, l’imposta, però, non si applica nei casi di donazioni o di altre liberalità “collegate” ad atti concernenti il trasferimento o la costituzione di diritti immobiliari ovvero il trasferimento di aziende, qualora per tali atti sia prevista l’applicazione dell’imposta di registro, in misura proporzionale, o dell’imposta sul valore aggiunto;
     
  4. art 55, comma 1-bis: sono soggetti a registrazione “in termine fisso” anche “gli atti aventi ad oggetto donazioni dirette o indirette formati all’estero” nei confronti di residenti;
     
  5. 56-bis, c.1 ove sono precisati i criteri per l’accertamento delle “liberalità diverse dalle donazioni”;
     
  6. art.58, c.5: le disposizioni dettate per l’imposta sulle donazioni “si applicano, in quanto compatibili, anche per gli atti di liberalità tra vivi diversi dalla donazione”. (Angelo Busani, Imposta di successione e donazione, IPSOA, 2020)

Non esiste in ogni caso un obbligo di registrare le donazioni indirette.

 

La forma nelle donazioni o liberalità dirette

L’articolo 782 del codice civile prevede per le donazioni la forma solenne dell’atto pubblico, “sotto pena di nullità”; è altresì richiesta la presenza di due testimoni (art. 47 e 48 della legge notarile 89/13).

Per le donazioni di modico valore, invece, l’art. 783 del Codice Civile non prevede alcuna forma particolare, solo la tradizione.

In questi casi la modicità è determinata in base a due previsioni, quella oggettiva (valore del bene) e quella soggettiva (la consistenza del patrimonio del donante).

Va altresì tenuto in…

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