Definizione agevolata degli atti di accertamento: problematiche della Pace fiscale

Definizione agevolata degli atti di accertamento: problematicheIpotesi di esclusione

L’esclusione[1] comprende gli accertamenti emessi nell’ambito della voluntary disclosure; definiti con altre modalità oppure impugnati con ricorso, soggetto o meno al procedimento di mediazione, fino al 24.10.2018 o anche successivamente; la controversia tributaria pendente alla data del 24.10.2018 potrà essere definita in base alle disposizioni di cui all’art. 6 del D.L. n. 119/2018 (definizione agevolata delle controversie tributarie).

l contribuente che intende avvalersi della definizione agevolata non può proporre dalla data di entrata in vigore del decreto-legge (24.10.2018) altre istanze con essa incompatibili, come per esempio l’istanza di accertamento con adesione. Chi intende avvalersi della definizione agevolata non può presentare istanza di adesione dal 24 ottobre 2018, risultando incompatibile con la definizione stessa.

Inoltre, anche chi ha presentato ricorso dopo il 24 ottobre 2018 non può fruire della definizione agevolata. In sostanza, adesioni dal 24 ottobre e ricorsi dal 25 ottobre (oltre agli atti impugnati entro il 24 ottobre, che rientrano nella definizione delle liti pendenti) risultano ostativi alla definizione.[2]

Rinuncia alle istanze

Se la definizione avviene entro il più ampio termine concesso per il ricorso, il termine complessivo per poter definire tiene conto della sospensione derivante da eventuali istanze di adesione ai sensi dell’art. 6, comma 2, del citato decreto e da eventuali istanze per lo scomputo delle perdite di cui agli artt. 42, comma 4, e 40-bis, comma 3, del D.P.R. n. 600/1973, e agli artt. 7, comma 1-ter, e 9-bis, comma 2, del D.Lgs. n. 21/el 1997, presentate necessariamente entro il 23.10.2018.Il contribuente che intende avvalersi della definizione agevolata rinuncia, dall’entrata in vigore del presente decreto(24 -10-2018), a tali istanze.

Definibili

Si tratta delle perdite che è possibile richiedere in compensazione dai maggiori imponibili accertati in sede di accertamento (modello IPEA) e nell’ambito del consolidato fiscale (modello IPEC).

In caso di presentazione del modello IPEA o del modello IPEC, il termine per il ricorso (60 giorni) è sospeso per 60 giorni. In caso invece di proposizione di istanza di adesione, è sospeso per 90 giorni. Occorre considerare anche che la sospensione automatica produce l’effetto di aumentare i termini per il ricorso di 60 / 90 giorni in ogni caso, a prescindere dal giorno in cui viene presentata l’istanza di adesione o IPEA / IPEC.

Quindi: se è stato prodotto il modello IPEC/IPEA, il termine reale passa a un massimo di 120 giorni; se è stata prodotta istanza di adesione, passa a un massimo di 150 giorni. Devono ritenersi definibili anche gli atti di accertamento che sono stati notificati fino a 150 giorni prima del 24.10.2018, perché a tale data risultavano ancora pendenti i termini per il ricorso (nonché fino a 120 giorni prima in caso di presentazione di istanze IPEA / IPEC).

Sono definibili gli avvisi di accertamento e gli avvisi di rettifica e di liquidazione rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218 nonché gli atti di recupero per la riscossione dei crediti di cui ai commi da 421 a 423 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, notificati entro il 24 ottobre 2018.

Tali atti possono essere definiti dai contribuenti versando soltanto le maggiori imposte e i contributi entro il 23 novembre 2018, oppure, se più ampio, entro il termine per presentare ricorso[3].

In questo caso, nel computo del termine per il pagamento si tiene conto anche dei periodi che sospendono il termine per presentare ricorso nelle ipotesi in cui il contribuente abbia già presentato, prima del 24 ottobre 2018, una istanza di accertamento con adesione a seguito della notifica dell’avviso di accertamento oppure un’istanza di scomputo delle perdite (Modello IPEC e/o Modello IPEA).

Deve trattarsi di atti:

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