Fondo perduto: anche per associazioni sportive dilettantistiche e enti non commerciali

L’Agenzia Entrate, intervenuta sul contributo a fondo perduto introdotto dal Decreto Rilancio, ha chiarito l’ambito dei beneficiari anche ad Associazioni Sportive Dilettantistiche ed enti non commerciali. A quali condizioni?

Fondo perduto associazioni sportive dilettantisticheContributo a fondo perduto per associazioni sportive dilettantistiche e enti non commerciali: inquadramento

Possono accedere al contributo a fondo perduto anche le associazioni sportive dilettantistiche (Asd), a patto che abbiano la partita Iva e che l’attività commerciale abbia registrato un calo ad aprile.

Pertanto, anche gli enti non commerciali possono accedere all’agevolazione prevista dall’articolo 25 del decreto Rilancio (Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34).

Questo è quanto emerge dalla lettura della relazione illustrativa e dalla circolare n. 15/E dello scorso 13 giugno.

Il documento di prassi amministrativa richiama tra i soggetti ammessi al contributo anche gli enti non commerciali, inclusi enti del terzo settore e enti religiosi, in relazione all’attività commerciale svolta.

Rientrerebbero tra i beneficiari anche le Asd, purché dotate di partita Iva e limitatamente alle attività commerciali.

 

Sintesi

L’articolo 25, commi 1 e 2, del Decreto – legge 19 maggio 2020, n. 34 disciplinano l’ambito soggettivo del contributo a fondo perduto Covid-19, e individuano i beneficiari del contributo medesimo, nonché i soggetti esclusi.

In particolare, il comma 1 dispone che sono destinatari del contributo a fondo perduto Covid-19 «[…] i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva, di cui al testo unico delle imposte sui redditi approvato con Dpr 22 dicembre 1986, n. 917 […]», ad esclusione dei soggetti indicati al comma 2.

L’ambito soggettivo ricomprende pertanto i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione e titolari di reddito agrario, «titolari di partita Iva», fatte salve le specifiche esclusioni previste al successivo comma 2.

Si tratta, in particolare:

  • degli imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono reddito d’impresa, indipendentemente dal regime contabile adottato;
     
  • dei soggetti che producono reddito agrario, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia che producono reddito d’impresa;
  • degli enti e società indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b) del TUIR;
     
  • delle stabili organizzazioni di soggetti non residenti di cui alla lettera d), del comma 1, dell’articolo 73 del TUIR;
     
  • degli enti non commerciali di cui alla lettera c), del comma 1, dell’articolo 73 del TUIR che esercitano, in via non prevalente o esclusiva, un’attività in regime di impresa in base ai criteri stabiliti dall’articolo 55 del TUIR, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
     
  • delle persone fisiche e delle associazioni di cui all’articolo 5, comma 3, lettera c, del TUIR che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 53 del TUIR.

 

A cura di Cinzia De Stefanis

Sabato 4 luglio 2020

 

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