Deposito sentenze nel periodo dell’emergenza

Con due provvedimenti emessi a breve distanza di tempo il Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria e il Dipartimento delle Finanze hanno fornito importanti direttive circa il deposito da remoto dei provvedimenti giurisdizionali e le regole tecniche per lo svolgimento delle udienze mediante collegamenti da remoto nel periodo di emergenza Covid-19.
Quanto precede con il chiaro intento di agevolare l’utenza e la gestione amministrativa del lavoro degli uffici di segreteria delle Commissioni tributarie, evitando il fermo prolungato dell’attività giurisdizionale ed amministrativa in questo periodo ancora connotato da incertezza.

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Deposito delle sentenze in emergenza Covid 19

Deposito provvedimenti giurisdizionali

Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria ha previsto (Delibera n. 433/2020) come i giudici, già in possesso di firma digitale, possano depositare i provvedimenti giurisdizionali ritualmente adottati, prevedendo che questi provvedimenti potranno essere validamente formati e trasmessi tra Relatore, Presidente del collegio e Segretario di sezione, al fine della sottoscrizione e del successivo deposito per la pubblicazione, secondo la procedura di seguito indicata

La Delibera dell’Organo di autogoverno dei giudici tributari ha fornito le linee guida per il deposito da remoto dei provvedimenti giurisdizionali, consentendo ai Presidenti delle Commissioni tributarie di adottare ogni possibile misura organizzativa necessaria per lo svolgimento dell’attività giudiziaria, salvaguardando in primis la salute dei giudici e del personale degli uffici di segreteria durante tutto il periodo di emergenza epidemiologica da Covid 19.

A tale riguardo gli atti giurisdizionali potranno essere formati e scambiati tra il Relatore, il Presidente e il segretario della sezione competente ai fini della loro sottoscrizione e del successivo deposito ai fini della pubblicazione.

 

Deposito sentenze: procedimento telematico

Solitamente l’iter seguito in presenza viene eseguito telematicamente, secondo un preciso procedimento.

Innanzitutto il giudice relatore, a cui è stata assegnato originariamente il ricorso, redige il proprio atto, eseguendo il salvataggio del medesimo e firmandolo digitalmente.

Successivamente trasmette il provvedimento, sottoscritto in modo digitale, via e-mail al Presidente della Commissione.

Successivamente il Presidente trasmette alla posta istituzionale dell’Ufficio di Segreteria della Commissione la sentenza sottoscritta digitalmente, comunicando al personale della Commissione (segretario) di procedere nell’acquisizione e al deposito del provvedimento.

Il segretario provvederà, infine, ad apporre la propria sottoscrizione digitalmente.

Si può anche verificare che il Presidente opponga motivi ostativi alla controfirma della sentenza.

In questo caso può restituire al mittente (relatore) il provvedimento rispondendo al messaggio di posta elettronica specificando i motivi della mancata firma, affinché lo stesso relatore possa modificare il testo.

La Direttiva in parola si sofferma, inoltre, sul tipo di firma digitale a cui fare ricorso.

Infatti la stessa può essere rilasciata da qualsiasi gestore, anche diverso da quella istituzionale “Aruba”, in quanto le stesse sono compatibili e interoperabili per legge.

Dal punto di vista tecnico è stato evidenziato che unica preclusione nella apposizione delle firme digitali tra Relatore e Presidente attiene alle tipologie di firma utilizzate (PADES o CADES).

Se il Relatore usa una firma di tipo CADES, il Presidente non potrà apporre una firma di tipo PADES.

Al contrario è ammissibile che il Relatore sottoscriva il provvedimento con firma PADES ed il Presidente apponga su esso una firma CADES.

Tutto quanto sopra esposto dovrà naturalmente essere in linea con le modalità operative già dettate dai Presidenti delle Commissioni tributarie, e, ove contrarie, dovranno essere adottate nuove misure in linea con il contenuto della Direttiva in esame.

 

Svolgimento delle udienze da remoto

Preliminarmente si osserva che il Direttore Generale delle finanze, con determina n° 6121 del 25 marzo 2020, ha disposto a decorrere dal 26 marzo 2020 l’interdizione dell’accesso del pubblico alle Commissioni tributarie di ogni ordine e grado, attesa l’emergenza epidemiologica da Covid 19.

Tale disposizione resterà in vigore fino a cessata emergenza e, comunque, fino a nuove determinazioni.

Resta ferma la possibilità, per chiunque ne abbia interesse, di formulare richieste urgenti utilizzando il servizio di prenotazione on line degli appuntamenti, oppure…

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