Quali prestiti posso chiedere alla banca? Le garanzie del Decreto Liquidità

Le tre principali soglie di garanzia (e successivo prestito) che è possibile richiedere alla banca: fino a 25.000 euro; fino a 800.000 euro e garanzie per prestiti fino a 5 milioni di euro

garanzie decreto liquiditàLa situazione da risolvere

A seguito dell’emergenza Covid-19 uno dei principali problemi economici è quello dei pagamenti ai fornitori da parte delle aziende.

Il momento è difficile per tanti e se si innescasse una catena di mancati pagamenti si correrebbe il rischio del possibile distastro economico.

Il mancato pagamento ad un fornitore fa correre il rischio che questo fornitore a sua volta non paghi i propri, e così via.

Si rischia di arrivare ad una lunga serie di fallimenti.

Per evitare questo rischio è necessario fornire alle aziende la necessaria liquidità.

Per arrivare ad erogare liquidità lo Stato deve considerare alcuni paletti: da una parte i conti pubblici non permettono di erogare contributi a fondo perduto, dall’altra parte lo Stato non può “obbligare” le banche e lasciarle sole nel farsi carico di questa emergenza finanziaria in quanto anche il sistema bancario deve reggere, se le banche andassero in difficoltà ci sarebbe nuovamente il rischio di default del Paese.

Il sistema escogitato allora è quello di far arrivare liquidità alle aziende attravero le banche, ma garantedo il pagamento del rimborso alle banche stesse attraverso garanzie fornite dallo Stato.

Lo Stato non “sborsa” soldi ma garantisce – almeno in parte – i pagamenti e in questo modo gli istituti finanziari possono fare il loro mestiere di prestare soldi.

Le aziende devono così poter ottenere liquidità per pagare i propri fornitori e mantenere il delicato equilibrio finanziario italiano.

 

Potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI

Con il decreto legge 18/2020 e il successivo D.L. 23/2020 è stata ampliata in modo significativo l’operatività del Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi, disponendo, fra l’altro:

  • la gratuità della garanzia, con la sospensione dell’obbligo di versamento delle previste commissioni per l’accesso al Fondo stesso;
     
  • l’ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito;
     
  • l’allungamento automatico della garanzia in caso di moratoria o sospensione del finanziamento per l’emergenza coronavirus.

L’importo massimo garantito sale a 5 milioni di euro e vengono ammesse alla garanzia le imprese fino a 499 dipendenti.

La percentuale di copertura diretta sale almeno al 90% per tutti i finanziamenti fino a 6 anni, con possibilità di arrivare al 100% nel rispetto di alcune condizioni.

L’accesso al Fondo può essere concesso anche a beneficiari che, alla data della richiesta di garanzia, presentano esposizioni classificate dalla banca come ‘inadempienze probabili’ o ‘scadute o sconfinanti deteriorate’, purché la classificazione sia successiva al 31 gennaio 2020. Sono invece escluse le imprese che hanno esposizioni classificate come ‘sofferenze.

La garanzia può essere concessa anche a operazioni già perfezionate ed erogate da non oltre tre mesi e comunque dopo il 31 gennaio 2020.

Sommando i finanziamenti in essere e quelli nuovi, l’obiettivo è consentire garanzie per oltre 100 miliardi complessivi di finanziamento alle imprese da parte del Fondo.

garanzie fino aTre principali soglie di garanzia (e successivo prestito):

1 –  garanzie fino a 25.000 euro

I nuovi prestiti per importi non superiori al 25% dei ricavi dell’impresa (risultanti dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della richiesta di garanzia o, per le imprese costituite dopo il 1 gennaio 2019, da altra idonea documentazione o anche autocertificati) e comunque per importi non superiori a 25.000 euro, sono garantiti al 100% dal Fondo di Garanzia per le Pmi.

Vedi anche:

Come richiedere alle banche il prestito di 25.000 € da parte di piccoli imprenditori e professionisti

 

Quindi, tre precisazioni:

  1. se l’ammontare dei ricavi è inferiore a 100.000 euro la garanzia non sarà su 25.000 euro ma al massimo sul 25% dei ricavi. Esempio: se una azienda ha avuto ricavi per euro 80.000, il massimo della garanzia è di euro 20.000;
     
  2. la norma indica il 25% “dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, come risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata…” (alla data della domanda di garanzia): purtroppo questo passaggio non è chiaro. E’ la prima volta che il legislatore utilizza la locuzione “ultima dichiarazione fiscale presentata”.
    A cosa si intendeva riferire? Alla dichiarazione dei redditi? Alla dichiarazione IVA? Sono due cose diverse, che espongono dati diversi. ma sono entrambe dichiarazioni fiscali. Questo comporta un grosso dubbio: generalmente l’ultima dichiarazione annuale dei redditi presentata è quella relativa all’anno d’imposta 2018, presentata nel 2019, e questo farebbe pensare che al fine del calcolo della garanzia occorre rifarsi ai ricavi dell’anno d’imposta 2018 (che peraltro potrebbe combaciare con l’“ultimo bilancio depositato”.
    Ma tante aziende hanno già presentato (nel 2020) la dichiarazione annuale dell’IVA dell’anno 2019, che riporta ovviamente un “volume d’affari” (che non sono “ricavi”) diverso dai ricavi del 2018, forse più elevati, forse meno.
    Quale dichiarazione fiscale presentata occorre prendere in esame? Non si sa.
    Ad oggi non c’e’ risposta.
    Le stesse banche in questi giorni, non sapendo come fare, per istruire le pratiche stanno chiedendo: la dichiarazione annuale dei redditi 2018, l’eventuale dichiarazione anuale IVA se presentata e un bilancio di previsione del’anno 2019.
    Poi aspettano le direttive “dall’alto”;
     
  3. tutta questa normativa non si applica solo alle aziende ma anche a professionisti ed artisti.

L’impresa presenta alla propria banca (o ad altro soggetto abilitato a concedere credito) una autocertificazione sui danni subiti dalla propria attività a causa dell’emergenza Covid-19.

Non viene effettuato alcun tipo di valutazione da parte del Fondo sul soggetto beneficiario della garanzia, mentre la banca si limita alla valutazione del merito creditizio.

Quindi attenzione, l’erogazione del prestito non è automatica come molti hanno pensato.

Non basta fare una domanda di ottenimento della garanzia per avere i soldi.

La banca entra comunque nel merito, valuta se ritiene certo il rimborso del finanziamento erogato.

Tali finanziamenti prevedono l’inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi ed hanno una durata fino a massimo 6 anni, dal tenore letterale della norma (art. 13 lettera m del DL 23/2020) non sembrerebbe possibile modificare il preammortamento, addirittura sembrerebbe una condizione essenziale ma non dovrebbe essere essere così; la durata MASSIMA è di sei anni ma l’azienda potrebbe anche anche chiedere una durata di due oppure tre anni, o quattro.

E in questo caso gli mettiamo due anni di preammortamento? E’ possibile che sarà lasciata alle parti la possibilità di derogare.

Per il sostegno alla liquidità di imprese più grandi l’articolo 1 del Decreto Liquidità si esprime diversamente: “… con la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento FINO  a 24 mesi”.

Quindi in questo caso la norma esprime una chiara libertà di contrattazione.

Comunque, il testo dell’art. 13 lettera m) prevede una durata fino a sei anni e tante aziende opteranno per questa tempistica. I primi due anni sono di preammortamento, quindi pagamento dei soli interessi.

Di conseguenza le rate di rimborso ordinarie decorreranno dall’inizio del terzo anno e il rimborso vero avverrà sostanzialmente in 4 anni.

Il tasso di interesse applicato dalla banca tiene conto della sola copertura dei costi di istruttoria e di gestione dell’operazione.

Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito e la banca può quindi erogare il finanziamento dopo la verifica formale del possesso dei requisiti, anche senza dover attendere l’esito dell’istruttoria del Fondo.

L’Abi ha pubblicato sul proprio sito lo schema esemplificativo per l’accesso ai finanziamenti sotto questa soglia.

La misura del tasso non dovrebbe allontanarsi dalla media dell’1.5%, forse un po’ di più, forse un po’ di meno.

 

2 – Garanzie fino a 800.000 euro

Le imprese con un fatturato inferiore a 3,2 milioni di euro e fino a 499 dipendenti possono ottenere una garanzia pari al 100%:

    • concessa al 90% dallo Stato;
    • e al 10% da un soggetto terzo (es. confidi),

su un prestito di importo non superiore al 25% dei ricavi dell’azienda, presentando alla propria banca una autocertificazione sui danni subiti dalla propria attività a causa dell’emergenza Covid-19.

L’accesso al Fondo di Garanzia delle Pmi è gratuito, mentre viene effettuata una valutazione sul solo profilo economico-finanziario dell’azienda, escludendo invece la valutazione delle informazioni relative all’andamento dei rapporti bancari degli ultimi mesi.

 

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3 – Garanzie per prestiti fino a 5 milioni di euro

Il Fondo garantisce al 90% dei prestiti fino a 5 milioni di euro, con modalità di accesso gratuita.

L’ammontare del prestito non può essere superiore a:

  • il doppio della spesa per salari che il beneficiario ha sostenuto nel 2019;
  • il 25% del fatturato totale del 2019.

La valutazione del fondo riguarda solo il profilo economico-finanziario dell’azienda, escludendo invece la valutazione delle informazioni relative all’andamento dei rapporti bancari degli ultimi mesi.

 

Cessione dei crediti

Incentivo alle imprese bancarie e industriali a cedere i loro crediti nei confronti di debitori inadempienti mediante la conversione in Crediti di imposta di alcune tipologie di Attività Fiscali Anticipate, entro limiti predefiniti.

L’intervento libera nuove risorse liquide per le imprese e consente alle banche di dare nuovo credito, consentendo nuova finanza bancaria per le imprese fino a 10 miliardi.

 

Fondo di Solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa

Ampliata l’operatività del cosiddetto fondo Gasparrini che permette ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa, che siano in specifiche situazioni di temporanea difficoltà, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi.

In seguito all’emergenza Covid, l’accesso al fondo è consentito anche ai lavoratori dipendenti con una sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni e ai lavoratori autonomi (inclusi commercianti e artigiani) e ai professionisti che abbiano subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019.

Nell’ambito della sospensione, possono essere ricomprese sia le rate a scadere successivamente alla data di presentazione della domanda, sia le rate scadute e non pagate antecedentemente a tale data, purché il ritardo nei pagamenti non sia superiore a 90 giorni consecutivi.

La misura si applica anche a mutui concessi da meno di un anno.

La modulistica per presentare la domanda è stata aggiornata e semplificata rispetto al modello precedente: il nuovo modello potrà essere compilato direttamente online ed inviato secondo le modalità indicate da ciascuna banca.

Inoltre, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo:

  • non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
     
  • è possibile beneficiare della sospensione anche se ne è già fruito in passato (purché l’ammortamento sia ripreso da tre mesi);
     
  • è stato previsto che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

 

Vedi anche:

 

CommercialistaTelematico

Lunedì 20 aprile 2020

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