Sospensione contributi: il dubbio sulla quota a carico lavoratore

La sospensione dei versamenti previdenziali e assistenziali prevista dal Decreto Cura Italia ha sollevato dubbi in relazione a quali contributi sia possibile differire: ci si chiede infatti se lo slittamento riguardi sia i contributi a carico dell’azienda che quelli a carico del dipendente, trattenuti dal datore di lavoro in busta paga.

Sospensione contributiSospensione contributi previdenziali e assistenziali

Il Decreto Legge n. 18/2020, con gli articoli 60 e 61 ha previsto la rimessione in termini dei versamenti per la scadenza del 16 Marzo (prorogati al 20 Marzo 2020), e la sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali, oltre che dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

Il D.L. n. 18/2020, all’art. 61 prevede che venga esteso in ambito nazionale quanto stabilito con il D.L. n. 2 marzo 2020 n. 9 alla prima zona rossa istituita dal Governo.

In particolare, l’art. 8 comma 1, del D.L. n. 9/2020 prevede la sospensione fino al 30 aprile 2020 di:

  • termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, di cui agli articoli 23 e 24 del DPR 29 settembre 1973, n. 600, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
     
  • termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria;

per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato.

 

Sospensione contributi: ulteriori estensioni previste dal Decreto Cura Italia

Il Decreto Legge n. 18/2020, art. 61, co. 2, ha esteso tale slittamento per una più ampia platea di soggetti quali ad esempio le federazioni sportive nazionali e gli enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, soggetti che gestiscono teatri o sale cinematografiche, soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub, soggetti che gestiscono asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi e scuole per l’infanzia, attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili; soggetti che gestiscono servizi di trasporto merci e trasporto passeggeri; organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale (per l’elenco integrale si rimanda al D.L. n. 18/2020, art. 61, co. 2).

Per questo elenco di soggetti, i versamenti sospesi potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:

  • in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020;
     
  • ovvero mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

 

Sospensione contributi: il dubbio sul versamento della quota a carico dipendenti

A seguito della pubblicazione del Decreto Legge n. 18/2020 numerosi dubbi sono sorti in relazione alla sospensione del versamento contributivo e previdenziale. In particolar modo, ci si è chiesti se tra i versamenti sospesi dovesse includersi anche la quota contributiva a carico del lavoratore, che viene trattenuta in busta paga nel mese immediatamente precedente al versamento dei contributi.

I primi approfondimenti sul tema sono arrivati dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che con l’Approfondimento del 20 marzo 2020 ha analizzato meglio la normativa.

In particolare, prendendo in esame i fondamenti di legge (Legge n. 218/1952, art. 19, e anche il D.L. n. 463/1983, art. 2, co. 1 in materia di omesso versamento dei contributi) e alcune pronunce giurisprudenziali, la Fondazione Studi ha ritenuto che – alla luce di quanto analizzato e nella poca chiarezza della disposizione che slitta i termini – che gli obblighi contributivi siano differiti integralmente (e quindi sia quota azienda che quota dipendente) alle nuove date fissate dal Legislatore.

In conclusione dell’Approfondimento del 20 marzo 2020 la Fondazione Studi CdL auspicava una rivisitazione di quanto previsto con la recente Circolare INPS n. 37/2020 alla luce delle ultime novità introdotte per tutto il territorio nazionale, derivanti dall’acuirsi dell’emergenza Covid-19.

 

La conferma dell’INPS

A seguito di ciò, conferme ufficiali in merito alla…

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