Compensazione crediti senza apposizione del visto di conformità

di Mario Agostinelli

Pubblicato il 11 marzo 2020

Era il non recente 2017, quando, forse in modo temerario, affrontammo su queste pagine l’argomento delle sanzioni irrogabili in caso di utilizzo di crediti esistenti e quindi spettanti ma in violazione della apposizione del visto di conformità.
L’articolo contrapponeva una serie di argomentazioni idonee, già all’epoca, a contrastare la teoria dell’agenzia delle entrate secondo la quale: nel caso di utilizzo di crediti in violazione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità la sanzione irrogabile è quella prevista per l’utilizzo di crediti non spettanti, vale a dire il 30% del credito utilizzato indebitamente.
All’epoca si era sostenuto che tale interpretazione non fosse corretta e che la violazione dovesse essere qualificata al più quale violazione formale con sanzione fissa. E oggi?

Compensazione crediti senza apposizione del visto di conformitàCompensazione crediti senza visto di conformità: il parere della Cassazione

Oggi le teorie proposte all’epoca hanno trovato il loro primo riscontro di eccellenza giuridica con la ordinanza n. 5289/2020 della suprema Corte della Cassazione che afferma il seguente principio:

La funzione del visto di conformità richiesto per poter operare la compensazione dei crediti di imposta è quella di assicurare un controllo anticipato della esistenza e spettanza del credito compensabile mediante l'attribuzione della relativa verifica ad un professionista abilitato.

L'inosservanza di tale adempimento è quindi inidonea a pregiudicare l'esercizio delle attivita' di controllo e di verifica della sussistenza del credito da parte dell'Ente accertatore.

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