Le ritenute e l’inversione contabile negli appalti e subappalti dal 2020

Un esame delle recenti norme volte ad arginare l’annoso problema della mole di omessi versamenti di IVA e ritenute fiscali nelle opere di appalti e subappalti con impiego preponderante di mano d’opera, che non fanno che danneggiare l’Erario.
Le norme oggetto di analisi rischiano di rendere molto complesse le procedure di appalto e le verifiche necessarie per procedere correttamente all’applicazione delle ritenute

ritenute e inversione contabile appalti subappalti 2020In considerazione delle sacche di omessi versamenti di IVA e di ritenute fiscali nelle opere di appalti e subappalti con impiego preponderante di mano d’opera, sono state emanate ulteriori norme per arginare questo danno alle casse dell’Erario.

 

Soggetti interessati e decorrenza

 

Sono interessati, al provvedimento di legge in questione (Art. 17-bis inserito nel D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, ad opera dell’art. 4, del D.L. 26 ottobre 2019, n.124, convertito nella L. 19 dicembre  2019, n. 157), i soggetti di cui all’Allegato A, residenti, ai fini delle imposte dirette, nello Stato.

Si considerano residenti:

 

  1. se trattasi di persone fisiche (Art. 2, comma 2, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), le persone che, per la maggior parte del periodo di imposta, sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza, ai sensi dell’art. 43 c.c. (approvato con R.D. 16 marzo 1942, n. 262);
     
  2. le società e associazioni di cui all’art. 5, del D.P.R. n. 917/1986 [Ai sensi dell’art. 5, comma 3, lett. d), D.P.R. n. 917/1986], che, per la maggior parte del periodo d’imposta, hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato;
     
  3. le società di cui all’art. 73, del D.P.R. n. 917/1986 (in base allo stesso art. 73, comma 3), che, per la maggior parte del periodo di imposta, hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato.
     
    Inoltre, sono considerati residenti nel territorio dello Stato gli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia e, salvo prova contraria, i trust e gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, emanato ai sensi dell’art. 168-bis, dello stesso D.P.R. n. 917/1986, in cui almeno uno dei disponenti ed almeno uno dei beneficiari del trust siano fiscalmente residenti nel territorio dello Stato.
     
    Si considerano, inoltre, residenti nel territorio dello Stato, i trust istituiti in uno Stato diverso da quelli di cui al predetto decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, quando, dopo la loro costituzione, un soggetto residente nel territorio dello Stato effettui in favore del trust un’attribuzione che importi il trasferimento di proprietà di beni immobili o la costituzione o il trasferimento di diritti reali immobiliari, anche per quote, nonché vincoli di destinazione sugli stessi.

 

In tema di decorrenza, il provvedimento in esame stabilisce che lo stesso entra in vigore il 1° gennaio 2020 (Art. 1, comma 2, del D.L. n. 124/2019), e l’Agenzia delle Entrate, con la Ris. del 23 dicembre 2019, n. 108, ha precisato che la previsione normativa trova applicazione:

 

  • in quanto alle ritenute operate, a decorrere dal mese di gennaio 2020 (e, quindi, relativamente ai versamenti da eseguire nel mese di febbraio 2020);
     
  • in quanto alla data dei contratti di appalto, affidamento o subappalto, a decorrere da quelli stipulati in un momento antecedente al 1° gennaio 2020.

 

La disposizione

 

La norma (Art. 17-bis, del D.Lgs. n. 241/1997) è stata completamente riformulata rispetto a quella originaria approvata con il D.L..

Infatti, in precedenza, era previsto che il committente si facesse carico della ritenuta da effettuare seguendo un percorso alquanto irto di condizionamenti con l’impresa appaltatrice.

Invece, in sede di conversione in legge (D.L. 26 ottobre 2019, n.124, convertito nella L. 19 dicembre  2019, n. 157), il legislatore fiscale ha lasciato in sostanza che la procedura relativa alla ritenuta fiscale facesse il suo normale corso, ma ha vincolato a strette maglie detto percorso, con controlli stringenti ad opera del committente, circa i versamenti di ritenute fiscali – rimasti a carico dell’impresa appaltatrice o affidataria e delle imprese subappaltatrici…

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