Accertamento induttivo: scatta in caso di dichiarazione non presentata?

Qualora la contabilità sia omessa o non sia stata presentata la dichiarazione annuale dei redditi e Iva è consentito all’Agenzia delle entrate utilizzare lo strumento dell’accertamento induttivo.

L’accertamento induttivo è ammissibile anche qualora la contabilità sia omessa o non sia stata presentata la dichiarazione dei redditi e Iva.

L’amministrazione finanziaria non è vincolata al metodo da utilizzare ma può scegliere nell’ambito dei criteri scelti dalla legge quello più utile ai fini accertativi.

Il principio è contenuto nella recente ordinanza della Cassazione (n. 26369/2019) da cui emerge che una eccezione fondata sulla correttezza formale di un atto di accertamento non può giustificarne il successivo annullamento.

 

Potere impositivo e accertamento induttivo: normativa

 

Cassazione ordinanza accertamento induttivo senza dichiarazioneL’art. 39 del Dpr 600/1973 disciplina il potere di accertamento dell’ufficio finanziario che, in presenza di irregolarità contabili meno gravi di cui al primo comma, può procedere ad accertamento analitico, utilizzando gli stessi dati forniti dal contribuente, mentre allorché riscontri un’inattendibilità globale delle scritture contabili è autorizzato ai sensi del successivo secondo comma a procedere al metodo induttivo.

In particolare, l’ufficio finanziario può procedere all’accertamento induttivo ai sensi dell’art. 39, comma 2, prescindendo dalle scritture contabili e dalle risultanze del bilancio avvalendosi anche di dati e notizie in suo possesso.

Tale disposizione prevede, quindi, una serie di casi specifici per cui l’Ufficio può procedere alla rettifica induttiva, avvalendosi di presunzioni cd non qualificate ossia prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. Per l’accertamento induttivo lo stesso Ufficio può ricorrere anche agli strumenti dei coefficienti presuntivi di reddito, dei parametri contabili e degli ISA.

Al fine di salvaguardare il contribuente sottoposto ad accessi, ispezioni e verifiche, il legislatore ha stabilito alcune garanzie potendo lo stesso presentare all’ufficio osservazioni e richieste, che dovranno essere valutate in ordine ai dati ed elementi su cui si fonderà l’atto impositivo (art. 12, comma 7, legge n. 212/2000).

 

Il caso: contribuente impugna gli avvisi di accertamento emessi in assenza di dichiarazione Irap e Iva

 

In fatto la società contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento relativi ad Irap ed Iva emessi dall’Agenzia delle entrate in assenza delle dichiarazioni fiscali, a seguito di un accesso compiuto presso la stessa società.

Sia in primo grado che in appello i giudici accoglievano il ricorso della società ritenendo illegittimo emesso sulla base dell’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

La Corte, accogliendo la tesi dell’ufficio, ha ritenuto che in tema di accertamento tributario rientra normativamente nel potere dell’Amministrazione finanziaria la scelta sul metodo accertativo da utilizzare per procedere all’accertamento.

Quest’ultima, infatti, non è vincolata al metodo da utilizzare, utile per il buon fine dell’azione accertativa, per cui un’impugnativa imperniata che si limita a contestare la correttezza formale dell’accertamento ed in assenza di pregiudizio sostanziale non può giustificarne l’annullamento.

 

Accertamento induttivo dichiarazione non presentata

Nel caso di specie, rilevano i giudici, erano già emersi presupposti come l’inattendibilità della contabilità nonché la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi che lasciavano all’ufficio la possibilità di scegliere quale tipologia di accertamento porre in essere per cui la scelta dell’accertamento induttivo ex art 39 Dpr n. 600/1973 non poteva essere sindacata dal giudice, in quanto conforme alla legge.

Del resto la società contribuente non ha mai dichiarato quale interesse avrebbe avuto all’emissione dell’accertamento ex art. 41 (accertamento d’ufficio in caso di dichiarazione omessa o nulla) invece che ai sensi dell’art. 39 del Dpr n. 600/1973.

Pertanto l’ufficio può agire sia per la sussistenza delle due predette condizioni (inattendibilità della contabilità e omessa…

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