I nuovi limiti alle compensazioni fiscali influiscono sul versamento degli acconti dovuti

In vista della prossima scadenza del 2 dicembre, cioè del termine ultimo entro cui versare l’unica o la seconda rata degli acconti relativi alle imposte sui redditi, i contribuenti dovranno prestate particolare attenzione nel calcolare le somme da versare, viste le nuove norme sui limiti alle compensazioni previsti dal collegato fiscale alla Manovra 2020

Dal 1° gennaio 2020, ed in particolare a partire dai crediti maturati nel periodo d’imposta 2019, troverà applicazione la “stretta” alle compensazioni messa in atto dall’art. 3 del D.L. n. 124/2019. Nuovi limiti alle compensazioni fiscali.

Si applicheranno alle compensazioni orizzontali dei crediti fiscali, le medesime limitazioni fino ad oggi valide ai soli fini Iva.

 

Il calcolo dell’acconto e la stretta delle compensazioni

limiti alle compensazioni fiscaliSi supponga che il contribuente, nonostante la sensibile diminuzione di reddito stimata nel mese di novembre del 2019, decida di versare l’acconto in base al metodo storico.

In questo caso, la base di riferimento sarà rappresentata dall’ammontare complessivo dell’IRPEF calcolata sul reddito relativo al periodo d’imposta 2018.
Se il reddito così determinato dovesse essere sensibilmente superiore a quello dell’anno 2019, cioè quello relativo all’anno per il quale il contribuente deve versare l’acconto, è estremamente probabile che la dichiarazione relativa alla successiva annualità chiuda con l’evidenziazione di un credito.

Si tratta, quindi, di un credito, che sarà maturato nel periodo d’imposta 2019, essendosi generato a causa di un versamento dell’acconto “eccessivo” relativo alla predetta annualità.

Conseguentemente, proprio in quanto il credito risulterà esposto nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2019, si applicheranno le nuove limitazioni alle compensazioni introdotte dal citato D.L. n. 124/2019.

 

Conseguenze del limite alle compensazioni: esempio

Si supponga, ad esempio, che il credito IRPEF risultante dalla prossima dichiarazione sia pari a 7.000 euro.

La compensazione con altri debiti tributari richiederà non solo l’apposizione del visto di conformità, ma anche la preventiva presentazione della dichiarazione annuale.

Dopo l’invio telematico del modello di dichiarazione, il contribuente dovrà attendere ancora i dieci giorni successivi e solo dopo potrà effettuare la compensazione del relativo credito con la presentazione del modello F24 “a zero,” ovvero recante l’indicazione della compensazione parziale.

A seguito della “stretta” non sarà più possibile effettuare la compensazione del credito, oltre soglia, con altri debiti tributari già con decorrenza dal 1° gennaio 2020. Dovrà essere presentata preventivamente, come detto, il modello di dichiarazione annuale.

 

Possibili soluzioni per i nuovi limiti alle compensazioni fiscali

limite compensazione f24I contribuenti potranno parzialmente “aggirare” le nuove limitazioni con due soluzioni.

In primis, dovranno prestare particolare attenzione nel calcolo dell’acconto la cui scadenza è costituita dal 2 dicembre prossimo (2019).

Al fine di evitare la formazione di ingenti crediti più difficilmente “recuperabili,” potrebbe essere più che opportuna l’applicazione del c.d. metodo previsionale.

Dovrà essere effettuata una previsione ragionevole del reddito che sarà dichiarato nell’anno 2019 e se la diminuzione dello stesso dovesse risultare rilevante, la riduzione dell’acconto da versare eviterà all’origine la formazione di crediti rilevanti.

Nel dubbio è preferibile scegliere l’applicazione del metodo previsionale in quanto, nel caso in cui l’acconto si rivelasse inferiore al dovuto, il contribuente potrà comunque regolarizzare l’operazione ricorrendo al ravvedimento operoso. 

In alternativa, il contribuente potrà scegliere un’altra soluzione.

L’obbligo di presentare preventivamente la dichiarazione dei redditi, riguarda esclusivamente le compensazioni da effettuare in misura superiore a 5.000 euro, cioè che richiedono l’apposizione del visto di conformità.

Il contribuente potrebbe così utilizzare in compensazione, sin dal 1° gennaio prossimo, senza presentare in anticipo la dichiarazione dei redditi, crediti per un ammontare non superiore a 5.000 euro.

In questo caso, come detto, la nuova disposizione non è…

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