Stretta sulle compensazioni IRPEF oltre 5.000 euro nella manovra 2020

Nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 è stata introdotta una stretta sulle compensazioni anche ai fini delle imposte sui redditi e anche per i contribuenti “privati”, non titolari di partita IVA


Nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 è stata introdotta una stretta sulle compensazioni IRPEF, anche per i contribuenti “privati”, non titolari di partita IVA

La stretta sulle compensazioni IRPEF

Nel corso dell’audizione parlamentare del 6 novembre 2019 il Direttore dell’agenzia delle Entrate, nella sua relazione sul Decreto Legge n. 124/2019, in corso di conversione in Legge, ha commentato la norma:

“L’articolo 3 del provvedimento in esame estende l’attuale presidio approntato con riferimento ai crediti IVA anche ai crediti relativi alle imposte dirette, prevedendo che quelli d’importo superiore a 5.000 euro annui saranno fruibili in compensazione decorsi dieci giorni dalla presentazione del modello dichiarativo o dell’istanza da cui emerge il credito (comma 1).

Inoltre, detta norma impone l’utilizzo dei canali telematici dell’Agenzia delle entrate per qualsiasi tipo di compensazione anche in capo ai soggetti non titolari di partita IVA, al fine di consentire un più efficace monitoraggio da parte dell’Amministrazione finanziaria, nonché un riscontro del credito di carattere preventivo (comma 2).

Le disposizioni in esame si applicano ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019“.

 

Le nuove regole dopo la stretta sulle compensazioni IRPEF

 

In base alla nuova norma (in attesa della definitiva conversione in Legge) dal prossimo anno i contribuenti potranno pertanto compensare il proprio credito Irpef – se superiore a 5 mila euro – solo dopo l’avvenuta preentazione della dichiarazione annuale dei redditi, che comunque non potrà essere trasmessa prima del mese di maggio, e pertanto la compensazione non potrà essere messa in atto prima del mese di giugno, mentre finora si poteva fare già dal mese di gennaio.

I contribuenti dovranno aspettare.

Inoltre si sottolinea come anche per i non titolari di partita Iva sia stato imposto l’obbligo di trasmettere i modelli F24 in cui sono esposte compensazioni esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

 

La ratio del provvedimento

Il differimento dei termini per la compensazione dei crediti relativi alle imposte dirette successivamente alla presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da cui risultano, in analogia con quanto già avviene per l’Iva, consentirà all’Agenzia delle Entrate un più puntuale monitoraggio della condotta dei contribuenti e un’azione repentina per bloccare le violazioni riscontrate. “A regime, la norma attribuirà all’amministrazione finanziaria un significativo strumento per il riscontro tempestivo degli illeciti e non, invece, a distanza di tempo”.

 

8 novembre 2019

Vincenzo D’Andò

 

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Questa informazione è tratta dal Diario Quotidiano pubblicato oggi su CommercialistaTelematico

 

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