F24 incompleto: la banca è responsabile

E’ particolarmente interessante una recente sentenza della Cassazione che ha attributo alla banca l’onere di informare senza indugio il cliente dell’F24 non andato a buon fine.
Tale sentenza, se pur emessa in sede civile, presenta innegabili ripercussioni in ambito fiscale.

F24 incompleto banca responsabileF24 incompleto: fatti di causa

 

Un cliente ha convenuto in giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Roma la propria banca, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni conseguenti all’omessa comunicazione dell’esito negativo del mandato conferito per il pagamento di somme dovute a titolo di Irpef mediante modulo F24 incompleto.

Se ne è dedotta la responsabilità contrattuale della Banca, sia con riferimento alla disciplina del mandato, sia con riferimento al rapporto di conto corrente e ai conseguenti obblighi informativi.

Il Giudice di Pace ha respinto la domanda, attribuendo all’attrice la responsabilità esclusiva dell’errata compilazione del modulo F24 incompleto.

Il Tribunale di Roma, investito dell’atto di appello, ha respinto il gravame, con aggravio delle spese.

Secondo il Tribunale, nessuna responsabilità incombeva alla banca per l’errata compilazione del modulo F24 incompleto, di cui invece doveva rispondere esclusivamente il cliente.

I doveri informativi erano stati assolti dalla Banca con l’annotazione dello storno del pagamento e con la successiva comunicazione dell’estratto conto dell’ultimo trimestre 2006.

 

Le ragioni della decisione

 

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20640 del 31/07/2019, ha accolto le censure addotte, “anche a prescindere dall’affermazione contenuta nella sentenza impugnata e criticata dalla ricorrente, secondo cui la Banca mandataria non avrebbe avuto alcun obbligo di verificare la correttezza e la completezza del modulo standard (F24) utilizzato per l’adempimento del debito tributario, in relazione al quale la cliente le aveva conferito delega irrevocabile a procedere all’operazione”.

L’adempimento del mandato esige e ricomprende, infatti, “non solo il diligente compimento, da parte del mandatario, degli atti per i quali il mandato stesso è stato conferito, ma anche degli atti preparatori e strumentali, nonchè di quelli ulteriori che, dei primi, costituiscano il necessario complemento, e comporta altresì il dovere di informare tempestivamente il mandante della eventuale mancanza o inidoneità dei documenti occorrenti all’esatto espletamento dell’incarico (Sez. 1, n. 2149 del 25/02/2000, Rv. 534420-01)”.

Inoltre…

il mandatario, tenuto al compimento, con la diligenza del buon padre di famiglia, degli atti preparatori e strumentali alla esecuzione del mandato (artt. 1708-1710 c.c.), nonchè di quelli ulteriori, che dei primi costituiscano il necessario completamento, ha il dovere di informare tempestivamente il mandante anche della eventuale mancanza o inidoneità dei documenti necessari all’esatto espletamento dell’incarico (Sez. 3, n. 10073 del 27/04/2010, Rv. 612599-01; Sez. 3, n. 25410 del 12/11/2013, Rv. 629168-01)”.

Se pur quindi la ricorrente aveva errato nel compilare il modulo F24 incompleto, ed anche ammesso che la Banca mandataria non fosse tenuta a rilevare tale circostanza nel momento preciso in cui ha accettato di eseguire l’operazione e con essa il conferimento del mandato di pagamento, “occorre tener presente i principi generali che governano il contratto di mandato, quanto alla responsabilità della Banca successivamente alla constatata impossibilità di procedere all’esecuzione dell’operazione, a suo stesso dire emersa certamente poco dopo”.

 

Il parere della Cassazione: la responsabilità della banca

 

E’ evidente per la Corte che la Banca mandataria avrebbe dovuto quantomeno informare senza indugio la cliente della mancata esecuzione dell’operazione che le era stata affidata.

Né vale il fatto che la banca aveva provveduto allo storno del pagamento.

 

Siffatto adempimento è del tutto irrilevante ai fini degli obblighi di comunicazione gravanti sul mandatario, trattandosi evidentemente di operazione contabile che resta nella sfera interna del soggetto che la esegue, e non di comunicazione di carattere recettizio”.

 

La comunicazione al cliente mandante…

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