Definizione delle liti pendenti: la sospensione del processo tributario

In prossimità del termine del 2 dicembre 2019, entro il quale è previsto il versamento della terza rata della definizione delle liti pendenti, la Corte di Cassazione ha fornito un importante chiarimento sulla sospensione del processo tributario. Ne parliamo in questo approfondimento.

Definizione delle liti pendenti - sospensione del processo tributarioDefinizione liti pendenti presentata fuori termine: pregiudica la sospensione del processo?

 

Definizione liti sospensione processo: in prossimità del termine del 2 dicembre 2019, previsto per il versamento della terza rata della definizione delle liti pendenti, la Corte di Cassazione ha fornito un importante chiarimento.

La Suprema Corte ha precisato che, nell’ipotesi in cui il contribuente si sia avvalso della procedura di definizione della lite, il deposito dell’istanza di sospensione del processo, oltre il termine previsto dalla legge del 10 giugno scorso, non pregiudica la sospensione del giudizio.

L’ordinanza n. 29790 della Suprema Corte depositata il 15 novembre scorso, ha precisato come il termine indicato dal legislatore sia ordinatorio e non perentorio.

Conseguentemente è in grado di produrre i relativi effetti anche il deposito postumo effettuato oltre la predetta data.

 

Le previsioni del DL n. 119/2018 sulla definizione delle liti pendenti

 

L’art. 6 del decreto – legge n. 119/2018, avente ad oggetto la definizione delle liti pendenti, prevede al comma 10 che, se il contribuente avesse depositato entro il 10 giugno, presso l’organo giurisdizionale innanzi al quale era pendente la controversia, copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata, il processo sarebbe stato sospeso fino al 31 dicembre 2020.

La presentazione del modello F24 attestante il versamento era necessaria in quanto il perfezionamento della domanda di definizione si verifica solo a seguito del pagamento integrale della somma dovuta, ovvero della prima rata in caso di rateazione.

Il collegio giudicante, quindi, al fine di disporre la sospensione del processo, deve verificare gli avvenuti pagamenti.

 

Il termine per presentare gli F24 al fine di sospendere il processo tributario è perentorio?

 

Il giudice di legittimità ha rilevato come, secondo la prassi della V Sez. della Corte di Cassazione, la presentazione della documentazione della sanatoria oltre il termine del 10 giugno 2019, non costituisce una ragione sufficiente per rifiutare la sospensione richiesta.

L’approfondimento e l’ulteriore pronuncia della Corte di Cassazione si è resa necessaria in quanto un’altra ordinanza di segno opposto (n. 24493) aveva indicato la natura perentoria del predetto termine, con la conseguenza che l’eventuale presentazione tardiva della richiesta di sospensione non avrebbe potuto essere accolta.

L’ultima ordinanza ha argomentato la diversa soluzione osservando, preliminarmente, che, secondo il principio di legalità, i termini stabiliti dalla legge sono ordinatori, salvo il caso in cui la norma stessa non li qualifichi espressamente come perentori, ovvero esplicitando gli effetti decadenziali o restrittivi.

In questo senso si è espresso anche il Consiglio di Stato (n. 1511/2013 e 3431/2014).

Secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione lo stesso principio può essere esteso nell’ambito del diritto tributario (Cass. sentenza n. 10761/2013).

D’altra parte, come affermato dall’ordinanza in rassegna, la sospensione del processo ha, quale unica finalità, di consentire all’Amministrazione finanziaria la verifica della correttezza della definizione delle liti pendenti e ciò anche con l’intento di rendere possibile la rapida estinzione dei giudizi.

La presentazione tardiva della richiesta di sospensione deve essere ammessa perché, come quella presentata nei termini di legge (10 giugno 2019), intende mettere in grado l’Amministrazione finanziaria di verificare l’avvenuto perfezionamento delle definizioni delle liti pendenti.

In tal modo il giudice tributario potrà dichiarare “cessata la materia del contendere”.

L’Agenzia delle entrate avrà tempo, per verificare il perfezionamento della lite, fino al 31 luglio prossimo.

Decorso tale termine senza che siano formulate eccezioni di sorta, il contenzioso potrà considerarsi definito ed il giudice…

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