Accertamento anticipato: per i 60 giorni conta la data di sottoscrizione

Dispone lo Statuto del contribuente che è diritto dello stesso, quando sottoposto a verifica fiscale, presentare all’ufficio, entro il termine di sessanta giorni, osservazioni e richieste, che dovranno essere valutate dallo stesso ufficio impositore.
L’accertamento non può essere emesso, quindi, prima della scadenza di detto termine, eccezion fatta per situazioni di particolare e motivata urgenza.
Per il calcolo dei 60 giorni conta la data di sottoscrizione.

accertamento termine sottoscrizioneTermine di sottoscrizione dell’accertamento: il parere della Cassazione

 

L’atto impositivo la cui sottoscrizione sia avvenuta prima dei sessanta giorni è illegittimo anche se è stato notificato oltre tale termine di scadenza: conta la data di sottoscrizione.

Infatti le norme contenute nell’art. 12, comma 7, della Legge. n. 212/2000 mirano a garantire l’espletamento del contraddittorio consentendo al contribuente di far valere le sue ragioni quando l’atto è ancora in corso di predisposizione (Cass. n. 27415/2019).

L’art. 12 legge n. 212 del 2000 (c.d. Statuto del contribuente) stabilisce al comma 7 il diritto del contribuente, sottoposto a verifica fiscale, a presentare all’ufficio, entro il termine di sessanta giorni, osservazioni e richieste, che dovranno essere valutate dallo stesso ufficio impositore.

L’accertamento non può essere emesso, quindi, prima della scadenza di detto termine, eccezion fatta per situazioni di particolare e motivata urgenza.

Tale disposizione non prevede alcuna sanzione in caso di violazione, prevedendo una forma di contraddittorio differito rispetto alla verifica ovvero un contraddittorio preventivo da svolgere subito dopo il processo verbale e prima dell’emissione dell’accertamento.

Tale norma costituisce concreta attuazione dei principi di collaborazione e buona fede legati alla diretta applicazione di principi costituzionali (buon andamento e imparzialità) e di quelli comunitari (Corte di Giustizia, causa C-276/12 e C-349/07), per cui il mancato rispetto del termine in esame determina la sanzione di invalidità dell’atto (Cass., SU,. n. 18134/2013).

 

Impugnazione di accertamento sottoscritto prima del termine di sessanta giorni: conta la data di sottoscrizione 

 

Nella fattispecie in esame il contribuente ha impugnato l’avviso di accertamento notificatogli dall’Agenzia delle entrate ed emesso a seguito del recupero a tassazione di redditi ritenuti provenienti da reato.

Il contribuente eccepiva, tra l’altro, la violazione del contenuto dell’art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000 (c.d. Statuto del contribuente), atteso che l’avviso di accertamento, sottoscritto prima della scadenza, era stato emesso prima dello scadere dei 60 giorni decorrenti dalla consegna del processo verbale.

I giudici di merito hanno confermato la pretesa impositiva, rilevando che solo con l’avviso di accertamento il contribuente ne ha piena conoscenza, non sussistendo violazione del contraddittorio.

Sia l’Agenzia delle entrate che il contribuente hanno proposto ricorso per cassazione.

Conta la data di sottoscrizione non di notifica

La Suprema Corte ha ritenuto che in tema di accertamento, l’atto impositivo sottoscritto dal funzionario dell’ufficio in epoca anteriore alla scadenza del termine di sessanta giorni di cui al citato art. 12, comma 7, legge 212/2000, anche se notificato dopo la scadenza, è illegittimo in quanto la norma tende a garantire il contraddittorio procedimentale, “consentendo al contribuente di far valere le sue ragioni quando l’atto impositivo è ancora “in fieri”, integrando, viceversa la notificazione una mera condizione di efficacia dell’atto amministrativo ormai perfetto e, quindi, già emanato”.

Per quanto attiene il ricorso dell’amministrazione finanziaria, i giudici lo hanno accolto ritenendo che in tema di imposte sui redditi, i proventi derivanti da fatti illeciti, rientranti nella categorie di cui all’art. 6 comma 1, del Tuir, devono essere assoggettati a tassazione anche se il contribuente è stato condannato alla restituzione delle somme incassate in modo illecito ed al risarcimento dei danni cagionati.

Qualifica dirigenziale

Relativamente alla legittimità degli atti sottoscritti da funzionari della carriera direttiva all’uopo delegati dal direttore titolare dell’Ufficio, si ricorda che per appartenenza alla carriera direttiva, deve intendersi l’inquadramento alla Terza Area, non essendo richiesta…

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