Ridurre la sanzione dell’omessa dichiarazione Iva 2018, si può!

Dichiarazione ivaCon l’avvicinarsi della scadenza della trasmissione della Dichiarazione Iva 2019, ci si domanda se può essere vantaggioso regolarizzare l’omessa dichiarazione dell’anno precedente.

In questo intervento cercheremo di fornire un quadro sulla possibilità di presentare la Dichiarazione Iva 2018, anche se omessa, alla luce della circolare n. 42/E/2016, andando a scoprire il beneficio previsto nel caso di invio entro il 30 aprile 2019.

Scadenza Dichiarazione Iva 2018

La presentazione della Dichiarazione IVA relativa all’anno 2017 doveva essere effettuata nel periodo compreso tra il 1 febbraio e il 30 aprile 2018. Oltre tale data, era possibile presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza del termine, previa applicazione della sanzione da ravvedimento operoso. Superati i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa.

Dunque, il calendario delle scadenze risultava:

  • nei termini, se presentata entro il 30 aprile 2018;
  • tardiva, se presentata entro il termine di novanta giorni successivi alla scadenza originaria la cui data era al 30 luglio (il 29 cadeva di domenica);
  • omessa, se non presentata entro il 30.07.2018.

Mancata presentazione della Dichiarazione Iva 2018

La mancata presentazione della dichiarazione entro il 30.07.2018 comporta che la stessa venga considerata omessa con la conseguente applicazione della sanzione.

La sanzione per omessa dichiarazione è compresa tra il 120% e il 240% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di € 250, o, nel caso di imposte non dovute, la sanzione da € 250 a € 1.000. Se dal punto di vista amministrativo l’omessa dichiarazione è riconducibile al trattamento sanzionatorio, la disciplina penalistica all’art. 5 d.lgs. n.74/2000 prevede la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni per chi, al fine di evadere le imposte sul valore aggiunto, non presenta la dichiarazione quando l’imposta evasa è superiore a € 50.000.

Con riferimento all’aspetto amministrativo, la circolare n. 42 del 12 ottobre 2016 dell’Agenzia delle Entrate dà la possibilità di trasmettere la dichiarazione anche oltre i novanta giorni, prevedendo una riduzione delle sanzioni. La dichiarazione risulterebbe comunque omessa, ma costituirebbe titolo per la riscossione dell’imposta che ne risulti dovuta, sperando, inoltre, di manifestarne la buona fede in sede di accertamento.

Riduzione delle sanzioni per la Dichiarazione Iva 2018 presentata entro il 30.04.2019

Nel caso di omessa dichiarazione Iva 2018, questa può essere presentata entro il 30.04.2019, e comunque prima dell’inizio di un controllo fiscale, beneficiando così della sanzione base dimezzata, ossia dal 60% al 120% delle imposte dovute, con un minimo di € 200 (art. 1 comma 1 e art. 5 comma 1 del D.Lgs. 471/97), oppure, nei casi in cui le imposte non siano dovute o siano già state versate, da € 150 a € 1.000. Oltre il termine dei novanta giorni il ravvedimento operoso non può più operare e, pertanto, il contribuente dovrà aspettare l’irrogazione delle sanzioni, sempre che non sia iniziato alcun controllo di natura tributaria e non sia incorso in controlli anche di natura penale.

Esempio: un contribuente ha omesso di presentare la Dichiarazione Iva dell’anno 2017 al 30 luglio 2018. Nel caso la inviasse entro la scadenza della dichiarazione successiva (30.04.2019) ne trarrebbe vantaggio in virtù del dimezzamento della sanzione, come richiamato dalla della circolare n. 42/E/2016, pagando dal 60% al 120% dell’imposta dovuta.

Esempio: un contribuente ha presentato la Dichiarazione Iva dell’anno 2017 entro il 30 luglio 2018, compilando il solo quadro VA relativo le informazioni e dati relativi l’attività, trascurando le altre sezioni. Lo stesso contribuente può ricorrere alla dichiarazione integrativa, compilare i quadri delle operazioni attive e passive senza sanzione, considerati come dati rettificati, insieme al quadro VA che resterebbe invariato.

Per concludere, forniamo…

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