Valenza probatoria della documentazione extracontabile: anche il POST-IT è sufficiente

Valenza probatoria della documentazione extracontabile: anche il post-it è sufficienteIn tema di accertamento delle imposte sui redditi è consentito procedere alla rettifica del reddito anche quando l’incompletezza della dichiarazione risulti dai verbali relativi ad ispezioni eseguite nei confronti di altri contribuenti, da cui derivino presunzioni semplici, desumibili anche da documentazione extracontabile, costituita da appunti personali ed informazioni dell’imprenditore. La documentazione extracontabile, compreso un semplice post it, non può quindi essere ritenuta di per sé probatoriamente irrilevante dal giudice, salvo che la comparazione della stessa con gli ulteriori dati acquisiti, compresa la contabilità ufficiale, conduca a tale conclusione.

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 29546 del 16/11/2018, ha chiarito qual è il valore probatorio della documentazione extracontabile.

Nel caso di specie, la società contribuente impugnava due avvisi di accertamento, che si fondavano, in particolare, su quanto emerso nel corso di una verifica parziale nei confronti di altra società, sua cliente, la quale risultava aver acquistato dalla ricorrente confezioni regalo, contenenti alimenti e bevande, destinate ad essere utilizzate quali omaggi a clienti e fornitori.

Nel corso della verifica, tuttavia, era stata rinvenuta una fattura del Salumificio Min… alla quale era annesso un foglietto manoscritto (del tipo post-it), recante prezzi delle confezioni tutti superiori a quelli fatturati, ad eccezione di quelli relativi alla confezione denominata di “tipo A”.

Il fatto che tali importi trascritti sul foglietto fossero i prezzi effettivi di acquisto delle confezioni regalo era inoltre confermato anche dalla procuratrice della società cliente.

Contro tale tesi la ricorrente eccepiva la non riferibilità a sé del documento, trattandosi di atto extracontabile, peraltro proveniente da altra ditta, e l’inattendibilità delle dichiarazioni rilasciate nell’immediatezza dalla procuratrice, peraltro poi dalla stessa subito modificate.

La società contestava anche la ricostruzione dei ricavi nonché le riprese per costi non documentati, non di competenza o indeducibili.

La Commissione Tributaria Provinciale di Varese, previa riunione dei ricorsi, li rigettava relativamente ai maggiori ricavi accertati e li accoglieva nel resto.

Avverso tale sentenza la società proponeva appello principale e la Commissione Tributaria Regionale di Milano lo respingeva.

Nell’impugnare, infine, la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, la società contribuente lamentava che la CTR, nel confermare la legittimità dell’accertamento dei maggior ricavi di vendita operato dall’Ufficio, aveva erroneamente ritenuto sussistenti quelle presunzioni gravi, precise e concordanti, che, ai sensi degli artt. 54 del Dpr n. 633/72 e 39 del Dpr 600/73, consentono agli Uffici di procedere alla rettifica del reddito di impresa.

Tali presunzioni, infatti, rilevava la contribuente, erano state ravvisate in un documento extracontabile (consistente, come detto, in un post-it) rivenuto, non già presso la sede dell’azienda verificata, bensì presso terzi, nonché proveniente da un soggetto diverso dall’imprenditore e, per di più, apocrifo.

Inoltre, per suffragare il significato attribuito a tale documento, erano state illegittimamente utilizzate le dichiarazioni di un dipendente della stessa società terza (tra l’altro successivamente non confermate), in violazione del divieto della prova testimoniale posto dall’art. 7, Dlgs. 546/1992.

La censura, secondo la Suprema Corte, era inammissibile, prima che infondata.

La ricorrente, infatti, si era limitata a contestare la valenza probatoria riconosciuta al documento extracontabile e alla dichiarazione di un dipendente.

Le censure, del resto, neppure assumevano che il giudice di merito avesse erroneamente sussunto sotto i tre caratteri individuati della presunzione (gravità, precisione e concordanza) fatti concreti non rispondenti a quei requisiti, ma contestavano tout court il valore…

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