Le operazioni da e verso soggetti esteri non stabiliti: la comunicazione dati all'Agenzia delle Entrate

L’obbligo pressoché generalizzato di emissione della fattura elettronica a partire dall’inizio del prossimo anno dovrebbe fare venire meno numerosi adempimenti e tra questi anche il c.d. spesometro. Tuttavia la necessità di fornire al Fisco una serie di dati relativi alle operazioni poste in essere non verrà completamente meno. La circostanza è dovuta al “perimetro” applicativo dell’adempimento e dai soggetti che saranno interessati dall’emissione dei documenti in formato digitale

L’obbligo pressoché generalizzato di emissione della fattura elettronica a partire dall’inizio del prossimo anno dovrebbe fare venire meno numerosi adempimenti e tra questi anche il c.d. spesometro. Tuttavia la necessità di fornire al Fisco una serie di dati relativi alle operazioni poste in essere non verrà completamente meno. La circostanza è dovuta al “perimetro” applicativo dell’adempimento e dai soggetti che saranno interessati dall’emissione dei documenti in formato digitale.

L’art. 1, comma 3 del decreto legislativo 5 agosto 2015 prevede che “per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche …”.

Il successivo comma 3 – bis, aggiunto dalla legge di Bilancio 2018, prevede che “I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale …”.

Ad esempio, si consideri il caso in cui una società italiana ceda un’area edificabile a una società francese non stabilita nel territorio dello Stato. Sussiste il requisito della territorialità e l’operazione è soggetta ad Iva con l’applicazione dell’aliquota Iva ordinaria del 22 per cento. Non deve però essere emessa la fattura elettronica in ragione del fatto che la società acquirente è un soggetto “estero” senza una stabile organizzazione in Italia. Conseguentemente i dati dell’operazione di cessione dovranno essere oggetto di comunicazione all’Agenzia delle entrate.

Il nuovo obbligo è stato concretamente disciplinato dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018. Con riferimento alle operazioni di cessione di beni e prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, gli operatori Iva residenti devono trasmettere una serie di informazioni.

Devono essere comunicati i dati identificativi del cessionario/committente, la data del documento comprovante l’operazione, la data di registrazione per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione, il numero di documento, la base imponibile, l’aliquota Iva applicata e l’imposta, ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia di operazione.

La trasmissione telematica deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione. Ad esempio se la fattura nei confronti della società francese è stata emessa il 10 marzo 2019, l’adempimento dovrà essere effettuato entro il 30 aprile successivo, quindi entro i cinquanta giorni successivi.

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, che ha disciplinato la trasmissione dei predetti dati, coerentemente con l’autorizzazione di deroga alla normativa comunitaria, concessa all’Italia dalla Commissione europea prevede, però, una rilevante semplificazione.

La decisione di esecuzione UE 2018/593 del Consiglio del 19 aprile 2018 ha autorizzato la Repubblica italiana a introdurre una misura speciale di deroga agli articoli 218 e 232 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto. In virtù di tale decisione è stato possibile prevedere l’obbligo di emissione della fattura in formato elettronico.

Il punto 7 della decisione di esecuzione afferma testualmente che “Tale misura speciale non dovrebbe incidere sul diritto del consumatore di ricevere fatture in formato cartaceo nel caso di operazioni intracomunitarie.”

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate precisa…

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