Utili di partecipazione in società di capitali: nuova tassazione dal 2018

utili di partecipazione società di capitalePREMESSA

L’Italia è il paese delle partite iva, laddove si è assistito ad una crescita esponenziale di micro attività, soprattutto nel mezzogiorno. Una risposta al grave problema della disoccupazione giovanile che ha determinato l’attuale presenza di circa 1 milione di società di capitali e 850 mila società di persone, con milioni di soci, collaboratori, addetti.

Accade sovente che le persone desiderose di intraprendere nuove iniziative, decidano di adottare modelli organizzativi tendenti a limitare le responsabilità personali; una spinta che il legislatore ha cercato di intercettare attraverso forme semplificate di società a responsabilità limitata.

Ciò nonostante il quadro normativo, fiscale, previdenziale non appare adeguato rispetto ai bisogni di tale imprenditorialità; una sostanziale difficoltà che in occasione della legge di bilancio 2018 ha ulteriormente reso complicato il quadro fiscale.

Tassazione dei dividendi da partecipazione

Il riferimento ricade sul nuovo regime di con decorrenza 2018, sul presupposto dell’ormai superata distinzione fra partecipazioni qualificate e non qualificate.

Più precisamente sono soggetti a ritenuta d’imposta del 26% nei confronti dei soci persone fisiche i dividendi sia relativi a partecipazioni non qualificate, sia relativi a partecipazioni qualificate distribuiti a partire dal 1 gennaio 2018 e formati con utili prodotti dal periodo successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017.

Quanto agli utili pregressi è previsto un meccanismo di salvaguardia: i dividendi distribuiti dal 1 gennaio 2018 relativi a partecipazioni qualificate formano reddito imponibile ai fini Irpef ed addizionale nella misura del:

  • 40% se riferiti ad utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31/12/2007
  • 49,72% se riferiti ad utili prodotti da esercizio 2008 fino all’esercizio in corso al 31/12/2016
  • 58,14% se riferiti ad utili prodotti da esercizio 2017 fino all’esercizio in corso al 31/12/2017 (un solo anno)

Le diverse % hanno seguito l’andamento della tassazione Ires che nel 2016 era pari al 27,5% per poi scendere al 24% dal 2017

Dall’analisi del comma 1006 della L. 205 del 2017 contenente un’apposita disciplina transitoria ai sensi della quale, alle distribuzioni di dividendi di natura qualificata deliberate tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2022 e aventi ad oggetto utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017 continuano ad applicarsi le norme del DM 26.5.2017.

Tale previsione intende salvaguardare la più favorevole tassazione del socio che deriva dall’adozione delle vecchie regole per i periodi dal 2018 al 2022.

La descritta modifica di tassazione degli utili comporta effetti particolarmente gravosi, determinando un prelievo complessivo che può arrivare al 70% con un cuneo fiscale senza precedenti nella tassazione del reddito italiano.

Il prelievo per i “soci lavoratori” delle Srl

L’effetto più significativo si osserva in corrispondenza dei soci lavoratori di srl iscritti a gestioni previdenziali (esempio gestione IVS Artigiani e commercianti).  Infatti, il nuovo meccanismo comporta una sostanziale flat tax con ritenuta irpef del 26% sul dividendo senza che il socio possa redigere il proprio modello reddituale. Ne deriva che il mancato assoggettamento del reddito cosi determinato non sarà oggetto di irpef progressiva, cosi che il socio contribuenti non potrà godere della detrazione degli oneri deducibili, degli oneri detraibili, dei familiari a carico.

Nella seguente tabella è sintetizzato l’effetto ed il cuneo fiscale che ne deriva, comparando il precedete regime del dividendo con quello in vigore dal 2018 rispetto al regime fiscale della trasparenza:

 

vecchio regime socio srl

nuovo regime socio srl

srl trasparente

utile ante imposte

 100.000,00

 

                         100.000,00

        100.000,00

ires e irap …

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