Il regime forfetario ex Legge n. 398/1991: omessa annotazione dei corrispettivi

L’Agenzia delle entrate ha chiarito che la corretta applicazione del regime forfetario disciplinato dalla legge n. 398/1991 è subordinata all’osservanza dei requisiti sostanziali. Pertanto eventuali violazioni di tipo formale non determinano la decadenza dal beneficio.
L’Ente sportivo dovrà però dimostrare di essere in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge.
Il quesito che è stato posto all’Agenzia delle entrate riguardava un’associazione sportiva che fruiva del predetto regime e che aveva omesso di annotare i corrispettivi percepiti nel prospetto approvato con il D.M. dell’11 febbraio 1997.
L’istante temeva, in ragione della violazione commessa, di decadere dal regime agevolato, ma invece la risposta fornita dall’Agenzia delle entrate con la Circ. n. 18/E del 1° agosto 2018, ed in particolare al paragrafo 6.7 è stata negativa.
L’interpretazione dell’Amministrazione finanziaria, in favore del contribuente, è stata basata sulla lettera della legge, ed in particolare sulla lettura dell’articolo 9, comma 3 del D.P.R. n. 544 del 1999.

La disposizione citata non prevede la decadenza dai benefici fiscali di cui alla legge n. 398 del 1991 in caso di mancato rispetto dell’obbligo di tenuta del modello di cui al D.M. 11 febbraio 1997.

L’Associazione sportiva dovrà però ricostruire, sulla base dei documenti esibiti, il mancato superamento del limite massimo di 400.000 euro di proventi commerciali per aver legittimamente applicato il predetto regime forfetario.
L’operazione dovrà ad esempio essere effettuata con l’esibizione delle fatture emesse, degli scontrini, anche non fiscali ed eventualmente anche con l’esibizione dell’estratto conto bancario.
L’ente associativo avrà tutto l’interesse a mostrare il maggior numero di documenti possibili in quanto avrà in questo modo maggiori possibilità di dimostrare il mancato superamento del predetto limite massimo di ricavi commerciali.
Gli scontrini e le ricevute non avranno, in linea di principio, valore fiscale in quanto i soggetti che applicano il regime forfetario disciplinato dalla legge n. 398/1991 possono beneficiare dell’esonero dalla certificazione dei corrispettivi. Ad esempio il bar gestito presso l’impianto sportivo non deve rilasciare lo scontrino fiscale.
La decadenza si verificherà, invece, laddove l’associazione non sarà in grado di produrre la documentazione idonea a dimostrare la sussistenza dei requisiti sostanziali idonei per fruire del regime forfetario in rassegna.
“In particolare, in assenza dei presupposti previsti dalla legge (ad esempio, violazione del divieto di distribuzione diretta o indiretta di utili; proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali superiori a 400.000 euro) l’ente sportivo dilettantistico non potrà beneficiare delle disposizioni recate dalla legge n. 398 del 1991”.
La mancata tenuta del prospetto conforme a quello approvato dal citato decreto del 1997 comporta comunque l’irrogazione della sanzione amministrativa di cui all’art. 9, comma 1 del D.Lgs n. 471 del 1997 riguardante la violazione degli obblighi contabili.
La disposizione citata prevede che “Chi non tiene o non conserva secondo le prescrizioni le scritture contabili, i documenti e i registri previsti dalle leggi in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto ovvero i libri, i documenti e i registri, la tenuta e la conservazione dei quali è imposta da altre disposizioni della legge tributaria, è punito con la sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 8.000”.
“Il mancato rispetto degli ulteriori adempimenti previsti dal citato articolo 9, comma 3, del DPR n. 544 del 1999 (ad esempio, la conservazione e numerazione progressiva delle fatture di acquisto ovvero il versamento trimestrale dell’IVA) comporta – al pari della mancata tenuta del prospetto di cui al DM 11 febbraio 1997 – l’applicazione delle specifiche disposizioni sanzionatorie …

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