Contratti certificati e ispezioni: chiarimenti

La certificazione dei contratti di lavoro dovrebbe tendere a ridurre il contenzioso in materia di lavoro. Ma cosa succede nel momento in cui la certificazione si incrocia con l’ispezione dell’INL? Le risposte vengono fornite da parte proprio dell’Ispettorato, il quale con la Circolare n. 9 dell’1 giugno 2018 chiarisce agli organi ispettivi come comportarsi in tali casi.
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La certificazione dei contratti: breve ricognizione
La certificazione dei contratti di lavoro è quella procedura attraverso la quale si attesta che un determinato contratto abbia i necessari requisiti di legge: tali procedure vengono eseguite presso alcuni soggetti definiti “commissioni di certificazione”, che accertano una specifica qualificazione del contratto, dando maggior certezza su quello che è stato effettivamente pattuito tra le parti. Tale opportunità è stata introdotta con il D.Lgs. n. 276/2003, in particolar modo dagli artt. nn. 75 e ss. con l’obiettivo di ridurre il contenzioso in materia di qualificazione dei contratti, siano essi intermittenti, ripartiti, ovvero ancora a tempo parziale, ecc.
 Sono organismi abilitati alla certificazione dei contratti di lavoro le commissioni di certificazione che possono essere istituite presso:

gli enti bilaterali;
le direzioni territoriali dell’ispettorato del lavoro;
le università pubbliche e private, comprese le fondazioni universitarie.

Un ruolo importante in tal senso è stato dato, da parte del cd. Collegato Lavoro, L. n. 183/2010, art. 30, c. 5, nei confronti del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e di conseguenza delle sedi provinciali: è infatti possibile l’istituzione di commissioni di certificazione anche presso gli Ordini Provinciali dei Consulenti del Lavoro.
Certificazione e ispezione
Sul tema della certificazione dei contratti è intervenuto nei giorni scorsi l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la Circolare n. 9 dell’1 giugno 2018, con la quale sono state fornite indicazioni agli ispettori con riferimento ad alcune particolari casistiche nelle quali si trovano a incrociarsi da una parte l’attività ispettiva e dall’altra l’attività di certificazione del contratto di lavoro.
Più nel dettaglio, due sono le casistiche prese in considerazione da parte dell’ispettorato:

la prima delle due circostanze riguarda i controlli iniziati successivamente alla presentazione di un’istanza di certificazione. In tale circostanza, qualora sia stata già presentata una richiesta di certificazione al momento dell’accesso ispettivo, ma il relativo procedimento non sia stato ancora concluso, si ritiene che il personale ispettivo potrà svolgere la propria attività avendo però cura di informare prontamente la commissione di certificazione circa la pendenza dell’accertamento ispettivo; si reputa infatti che non è in alcun modo preclusivo della parte o di terzi procedere all’ispezione da parte del personale ispettivo.

In tale circostanza sarà prevista la sospensione del procedimento certificatorio in pendenza dell’accertamento ispettivo (cosa che comunque è prevista nella maggior parte dei regolamenti delle commissioni allo scopo di favorire un reale coordinamento tra funzioni di controllo e di certificazione).
Proprio in tale ottica, l’articolo 78, c. 2, del D. Lgs. n. 276/2003 prevede che le autorità pubbliche nei cui confronti l’atto di certificazione è destinato a produrre i propri effetti, possono presentare osservazioni alla commissione di certificazione, la quale dovrà tenere in debito conto –  al momento dell’adozione del provvedimento finale – le osservazioni pervenute prima della conclusione del procedimento. Alla conclusione degli accertamenti il personale ispettivo dovrà comunque segnalare gli esiti derivanti dall’ispezione alla commissione, allo scopo di consentire la conclusione del procedimento in relazione alle determinazioni dell’attività ispettiva;

l’altro caso preso in considerazione da parte dell’…

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