Fatture 2017 pervenute nel 2018: soluzioni operative per la registrazione

Nei convegni organizzati dal Commercialista Telematico, fin dalla introduzione del DL n. 50/17, il tema che sicuramente ha suscitato il maggior interesse da parte dei partecipanti, è stato senz’altro quello relativo alle modalità di gestione delle fatture 2017 che perverranno nel 2018.
Riteniamo dunque utile, dopo una breve premessa e qualche osservazione, fornire una guida a tutte le fattispecie possibili.
 
La novità normativa
Com’è noto, la modifica all’articolo 19 comma 1 del Decreto Iva ha comportato una notevole restrizione temporale del termine entro il quale può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’iva.
In precedenza, esso poteva essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto, mentre, per le fatture 2017 potrà essere esercitato con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto.
 
Dubbi sulla legittimità di tale nuovo termine
Sono subito sorti dei dubbi sulla compatibilità della novella legislativa con il principio comunitario di neutralità dell’IVA. Se da un lato infatti è vero che le disposizioni comunitarie si limitano solo ad affermare che “il diritto alla detrazione sorge quando l’imposta detraibile diviene esigibile”, ma non risulta stabilito alcun limite temporale che, ove superato, impedisca di fare valere tale diritto, è altrettanto vero che la giurisprudenza comunitaria si è già espressa al riguardo, affermando che le direttive comunitarie non impediscono la previsione di un termine di decadenza entro cui esercitare il diritto alla detrazione, sicchè il (precedente) termine biennale non rende impossibile ed eccessivamente difficile l’esercizio del diritto alla detrazione.
Ma, appunto, tale “via libera” europeo si riferisce al precedente termine biennale. Possiamo oggi affermare ancora che anche il neonato termine non renda impossibile ed eccessivamente difficile l’esercizio del diritto alla detrazione?
Riteniamo la risposta scontata, e siamo fiduciosi del fatto che, se non interverrà il legislatore a ripristinare il precedente termine, ci penserà la Comunità Europea, posto che come noto, l’Iva è un tributo comunitario.
 
I casi pratici
Fin qui, dunque, gli aspetti relativi alla legittimità della norma.
Si tratta adesso di esaminare il comportamento da attuare nei casi in cui una fattura datata 2017 pervenga in azienda nel 2018, e al riguardo possiamo distinguere in base alla data di ricezione della stessa.
Fatture pervenute entro il 16/1 per i mensili o entro il 28/2 per i trimestrali
In questo arco temporale non c’è stato ancora il versamento, e nemmeno la presentazione della Li.pe.
Le fatture pervenute entro tali date (diverse a seconda che si tratti di mensile o di trimestrale) potranno essere registrate (e l’iva detratta) nella liquidazione relativa a dicembre (o IV trimestre), in virtù del principio di cui allo stesso articolo 19 del DPR n. 633/72, che ammette la detrazione dell’Iva con riferimento al momento in cui essa diviene esigibile (per il commissionario). Esemplificando, una fattura emessa il 15/1/18, relativa a consegne effettuate nel mese di dicembre, potrà essere registrata dal cliente anche a gennaio 2018 ma detraendone l’imposta nel mese di dicembre 2017. Stesso discorso, ovviamente, se la fattura è datata 2017.
Fatture pervenute dal 16/1 al 28/2 per i mensili
In questo arco temporale c’è stato il versamento, ma non la presentazione della Li.pe.
Le fatture pervenute dopo il 16/1 (per i contribuenti mensili) ma entro il termine per l’invio della Liquidazione Periodica relativa al mese di dicembre (ultimo trimestre) potranno essere registrate (e l’iva detratta) nella liquidazione relativa a dicembre (che si presume non ancora chiusa definitivamente), facendo dunque emergere un’eccedenza di versamento (rispetto a quanto dichiarato nella Lipe). Tale …

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