Riforma del fallimento e delle procedure concorsuali: le pillole

Legge 19 ottobre 2017, n. 155, recante “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza” – Riforma del fallimento
Il Governo avrà 12 mesi di tempo per adottare uno o più decreti legislativi che andranno a riscrivere integralmente la legge fallimentare, la disciplina delle procedure concorsuali minori, la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento (Legge n. 3 del 2012) ed il sistema dei privilegi e delle garanzie.
PRINCIPI GENERALI PROCEDURALI
Il Governo adotterà un unico modello processuale per l’accertamento dello stato di crisi o di insolvenza del debitore, che ricalchi la procedura pre-fallimentare ex art. 15 l.f., modello con caratteristiche di particolare celerità, anche in fase di reclamo. In tale sede confluiranno tutte le domande ed istanze anche contrapposte di creditori, P.M. e debitore in vista dell’adozione o dell’omologazione da parte del Giudice competente della procedura più appropriata alla soluzione della crisi o insolvenza accertata.
Si prevede l’innovativa legittimazione ad agire dei soggetti con funzioni di controllo e di vigilanza.

Il procedimento di accertamento dello stato di crisi o di insolvenza sarà esperibile per ogni categoria di debitore, persona fisica o giuridica, ente collettivo, consumatore, professionista o imprenditore esercente un’attività commerciale, agricola o artigianale, con esclusione dei soli enti pubblici.

Per contro, si prevede una disciplina diversificata relativamente ai possibili esiti, tenendo in debito conto le peculiarità soggettive del debitore e oggettive dimensionali, assimilando il trattamento dell’impresa “sotto soglia” ex art. 1 l.f. a quello riservato a debitori civili, professionisti e consumatori.
Sono preferite, ed incentivate anche con molteplici misure premiali, sia personali che patrimoniali, le soluzioni concordate e conservative dell’impresa a quelle liquidatorie e coattive.
Al fine della competenza territoriale prevarrà il luogo del “centro degli interessi principali del debitore” secondo la nozione definita dall’ordinamento dell’Unione europea.
1 – PROCEDURE DI ALLERTA E DI COMPOSIZIONE ASSISTITA DELLA CRISI
Ex novo viene introdotta dall’art. 4 una procedura amministrativa di allerta e di composizione assistita della crisi, di natura non giudiziale e confidenziale, diretta a rilevare l’emersione anticipata della crisi al fine di agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori.
La lungaggine delle procedure concorsuali minori vigenti spesso ha aggravato la crisi esistente.
L’applicazione di tale fase stragiudiziale è esclusa unicamente per:

società quotate in borsa o in altro mercato regolamentato;
grandi imprese come definite dalla normativa comunitaria.

Competenza
L’O.C.C., istituito presso ciascuna CCIAA, nominerà un collegio di tre membri esperti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione e controllo nell’ambito delle procedure concorsuali:
a) su istanza del debitore (art. 4, lett. B),
Si precisa che gli organi di controllo societari, il revisore contabile e le società di revisione assumeranno l’obbligo di avvisare immediatamente l’organo amministrativo della società dell’esistenza di fondati indizi della crisi.
b) d’ufficio mediante convocazione da parte dell’ O.C.C. su segnalazione obbligatoria e sanzionata:
1) degli organi di controllo societari, del revisore contabile e delle società di revisione in caso di inerzia o inadeguata risposta da parte dell’impresa. Autorevole orientamento segnala la necessità di modifica codicistica dal momento che, a seguito della riforma del diritto societario del 2003, la maggior parte delle S.R.L. sono sfornite anche del sindaco unico;
2) dei creditori pubblici qualificati, alias Agenzia delle Entrate, enti previdenziali ed agenti della riscossione delle imposte.

La mancata segnalazione comporterà inefficacia di taluni privilegi …

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