La nozione di pertinenza e il problema della TARI gonfiata

La vicenda della TARI gonfiata ha portato prepotentemente alla ribalta la nozione di pertinenza. Alcuni Comuni hanno duplicato la quota variabile del tributo determinata in base al numero degli occupanti l’immobile abitativo. Sorge dunque il problema di comprendere cosa si intenda per pertinenza.

La soluzione non è agevole ed è necessario effettuare una valutazione caso per caso anche perché il legislatore fiscale non ha mai fornito una definizione specifica, ed ha riservato ai contribuenti “trattamenti” differenziati anche in ragione dei diversi tributi. Conseguentemente l’interprete dovrà fare riferimento alla nozione civilistica considerando, però, le limitazioni fiscali direttamente ritraibili dal sistema tributario.
La disciplina IRPEF
Secondo la disciplina del Testo Unico delle Imposte sui Redditi l’abitazione principale è completamente detassata. L’immobile può essere utilizzato direttamente dal proprietario oppure concesso in uso ai propri familiari a condizione, però, che il proprietario non utilizzi un altro immobile quale abitazione principale detenuto in proprietà.
Il medesimo trattamento fiscale, quindi la completa detassazione, è riservata alle pertinenze dell’abitazione principale. Il box auto, la cantina, il posto auto, la soffitta, anche se rappresentano unità immobiliari accatastate separatamente sono escluse dalla tassazione ai fini dell’IRPEF.
Il legislatore fiscale non ha previsto alcuna limitazione di tipo quantitativo. Ad esempio l’esclusione dalla tassazione potrà riguardare due box auto di pertinenza dell’immobile abitativo, due cantine e così via.
Il contribuente determinerà il reddito complessivo lordo considerando la rendita catastale sia dell’abitazione, sia delle pertinenze. Successivamente, al fine di determinare il reddito imponibile applicherà una specifica deduzione di pari importo alla sommatoria delle rendite catastali.
L’imposta di Registro
Anche in questo caso il legislatore non ha fornito una definizione di pertinenza ai fini fiscali, ma ha previsto una limitazione di tipo quantitativo. L’acquirente di un immobile abitativo potrà fruire dell’agevolazione per la prima casa per ciò che riguarda l’immobile principale e per una sola pertinenza per ciascuna delle seguenti categorie: C/2, C/6 e C/7. Ad esempio l’imposta di registro, ipotecaria e catastale sarà dovuta in misura fissa per un solo box auto. Il secondo box auto eventualmente posseduto, pur conservando la natura di pertinenza, sarà soggetto al prelievo in misura proporzionale.
L’indicazione del legislatore non incide sulla qualificazione dell’immobile che, in presenza di determinati presupposti, può continuare ad essere qualificato come pertinenza, ma è soggetto a tassazione secondo i criteri ordinari.
IMU e TASI
Ai fini dell’esclusione o applicazione dell’IMU e della TASI si applicano gli stessi criteri dell’imposta di registro. E’ possibile fruire della detassazione integrale ai fini dei predetti tributi sia per l’abitazione principale non di lusso, sia per le relative pertinenze, ma limitatamente ad un solo immobile per ciascuna delle seguenti categorie: C/2, C/6 e C/7.
La nozione di pertinenza civilistica e effetti fiscali
Il codice civile qualifica espressamente gli immobili aventi natura di pertinenza. Ne consegue che l’art. 817 stabilisce un rapporto pertinenziale dei beni in conseguenza in conseguenza dei seguenti presupposti:
– presupposto oggettivo: consiste nella destinazione durevole a servizio o ad ornamento fra un bene e un altro bene principale per soddisfare un miglior uso di quest’ultimo;
– presupposto soggettivo: consiste nella volontà del proprietario della cosa principale o di chi sia titolare di un diritto reale sulla medesima cosa principale, diretta a porre la pertinenza in un rapporto funzionale con la cosa principale.

L’art. 818 del codice civile invece, prescrive che alle pertinenze si applica lo stesso regime …

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