Lettere d’intento: obblighi degli esportatori abituali e complicazioni fiscali

di Giovanni Mocci

Pubblicato il 6 dicembre 2017

ufficio complicazioni affari semplici: nella gestione delle lettere d'intento il Fisco è riuscito a proporre una nuova prassi (operativa da marzo 2017) che complica, anzichè semplificare, gli obblighi in capo agli esportatori abituali. Nell'articolo analizziamo:
1. gli obblighi del fornitore dell’esportatore abituale
2. gli obblighi dell’esportatore abituale
3. il caso di rettifica del plafond inizialmente comunicato

Come noto, per effetto dell’art.20 del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 (cosiddetto Decreto semplificazioni) è stato trasferito dai cedenti/prestatori ai cessionari/committenti l’obbligo di comunicare all’Amministrazione finanziaria, per via telematica, l’applicazione delle disposizioni previste dall’art.8, comma 2, del DPR 633/72.

L’anzidetta disposizione consente agli esportatori (vale a dire i soggetti che nell’anno solare precedente, o nei dodici mesi precedenti, hanno effettuato e registrato esportazioni, operazioni assimilate e cessioni intracomunitarie con corrispettivi di ammontare superiore al 10% del volume di affari) di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’imposta, nei limiti di un plafond disponibile (vedi anche: Tutte le