Tutte le novità sulle lettere d'intento degli esportatori abituali

 
Per effetto delle novità introdotte sono raddoppiati gli invii dei dati delle lettere di intento, perché oggi i dati vengono comunicati alle Entrate solo una volta, cioè dal fornitore o dal prestatore, con singoli invii, mentre in futuro, i dati dovranno essere inviati alle Entrate, durante l’anno, dall’esportatore abituale e a consuntivo, nel modello Iva annuale, dal fornitore o dal prestatore.
 
L’articolo 20, del D.Lgs. 21 novembre 2014, n.175, cd. “Semplificazioni fiscali”, pubblicato sulla G.U. n.277 del 28 novembre 2014, modifica la comunicazione dei dati delle lettere di intento disciplinata dall’articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto-legge n. 746 del 1983, da inviare all’Agenzia delle Entrate.
In sostanza, per effetto delle modifiche, viene posto in capo al cd. “esportatore abituale” (soggetto che a determinate condizioni può porre in essere operazioni senza pagamento dell’IVA) l’obbligo di informare l’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nella lettera d’intento da consegnare, ai fini dell’agevolazione predetta, al proprio fornitore.
Si elimina dunque l’obbligo, oggi posto in capo al fornitore dell’esportatore abituale, di comunicare periodicamente i dati delle dichiarazioni d’intento ricevute, con il contestuale trasferimento di tale adempimento in capo al soggetto (esportatore abituale) che fruisce della non imponibilità dell’operazione.
 
L’Agenzia delle Entrate dovrà rilasciare apposita ricevuta con l’indicazione dei dati contenuti nella lettera di intento trasmessa dall’esportatore abituale, che consegna al proprio fornitore o prestatore, ovvero in dogana, la lettera di intento trasmessa all’Agenzia delle Entrate, assieme alla copia della ricevuta di presentazione della stessa. Il fornitore potrà effettuare l’operazione senza applicazione dell’imposta, solo dopo aver ricevuto la lettera d’intento e la relativa ricevuta.
Il fornitore o prestatore di servizi dovrà dunque accertarsi di ricevere la dichiarazione, assieme alla ricevuta, di cui deve riscontrare telematicamente l’avvenuto rilascio da parte dell’Agenzia delle Entrate per non incorrere nella sanzione pecuniaria.
 
La lettera di intento: finalità
Si rammenta che i soggetti che vendono beni o forniscono servizi a operatori non obbligati al pagamento dell’Iva sugli acquisti devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate una specifica comunicazione. Possono acquistare senza pagamento dell’imposta i cosiddetti “esportatori abituali”, ovvero coloro che nell’anno solare precedente o nei 12 mesi precedenti, hanno registrato esportazioni e altre operazioni a esse assimilate per un ammontare superiore al 10 per cento del volume d’affari conseguito nello stesso periodo (articolo 8, del D.P.R n. 633 del 1972).
Per acquistare senza pagamento dell’Iva, gli “esportatori abituali” devono presentare ai loro fornitori una dichiarazione d’intento. I fornitori, a loro volta comunicano i dati della dichiarazione entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica Iva, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell’imposta.
La comunicazione va trasmessa, solo in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati (per esempio, professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).
La norma vigente prevede, in particolare, che l’intento di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione della imposta debba risultare da apposita dichiarazione, redatta in conformità al modello approvato con decreto del Ministro delle Finanze, contenente l’indicazione del numero di partita IVA del dichiarante nonché l’indicazione dell’ufficio competente nei suoi confronti.
 
Le novità introdotte dal decreto “Semplificazioni fiscali”
Con le modifiche proposte dalla norma in esame (comma 1, lettera a)) detta dichiarazione – anziché essere subito consegnata o spedita al fornitore o prestatore…

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