I problemi del saldo di cassa legittimano il ricorso all’accertamento analitico-induttivo

Pubblicato il 27 novembre 2017

se il saldo del conto cassa è negativo il Fisco può legittimamente considerare la contabilità inattendibile e procedere ad accertamento analitico-induttivo. La giurisprudenza tributaria è oramai concorde su tale argomento...

Avvocato | Commercialista TelematicoLa rettifica della dichiarazione dei redditi ed IVA conseguente ad un avviso di accertamento fondato sulla ricostruzione della base imponibile con l’applicazione del metodo analitico-induttivo, così come disciplinato dal D.P.R. n. 600/1973 all’art. 39, comma 2, lett. d, e dal D.P.R. n. 633/1972 all’art. 55, è legittimo qualora l’inattendibilità dell’impianto contabile (presupposto normativamente necessario per l’utilizzo della citata metodologia accertativa) emerga dalla sussistenza della negatività di cassa.

La Suprema Corte, con la sentenza n. 25289 del 25 ottobre 2017, consolida il proprio orientamento interpretativo in materia di saldo di cassa e verifiche induttive, affermando che l'anomala tenuta della contabilità legittima il ricorso allo strumento accertativo adottato, in quanto diretto a far emergere per via induttiva la materia imponibile, essendo stato accertato nel corso della operazioni di verifica che il contribuente ha registrato versamenti in cassa in data diversa da quella di esecuzione delle relative operazioni, allo scopo di coprire saldi passivi del "conto cassa", e che anche le scritturazioni dei conti "banca" risultavano non conformi agli estratti conto bancari; ne consegue la le