Il nuovo ruolo degli ODCEC nella disciplina antiriciclaggio, responsabilità anche per i consiglieri degli Ordini locali


Commercialista_Telematico_Post_1200x628px_Guardia_Di_FinanzaLa normativa in materia di “repressione dei reati finanziari a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo (c.d. normativa “antiriciclaggio” – D.Lgs. 21 novembre 2007, n.231)”, recentemente revisionata ad opera del D.Lgs. 25 maggio 2017, n.90, di recepimento della Direttiva UE 20 maggio 2015, n.849, ha apportato consistenti modifiche nel ruolo, nelle funzioni e nelle responsabilità degli Ordini Professionali, intendendosi per tali non soltanto gli organismi di autoregolamentazione nazionali, ma altresì le articolazioni territoriali e relativi consigli di disciplina.

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Agli Organismi di Categoria Nazionali (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Ordine Nazionale dei Consulenti Del Lavoro, Ordine Nazionale Forense e Consiglio Nazionale del Notariato), con l’entrata in vigore del detto provvedimento di modifica, viene attributo un ruolo centrale per la definizione e l’adozione delle procedure di valutazione del rischio, che i propri iscritti saranno tenuti a seguire, e degli adempimenti conseguenti.
Ne deriva che l’intera procedura fin qui dettagliatamente regolamentata dalla norma, sarà riscritta, nella portata e nella sua applicazione pratica, dall’organismo di categoria (previo consultazione con UIF e Comitato di Sicurezza Finanziaria); dalla verifica del rischio agli adempimenti di adeguata verifica e conservazione della documentazione, fino alla definizione delle ipotesi al ricorrere delle quali tali adempimenti potranno essere del tutto omessi od eseguiti con procedure semplificate.
Ma cosa cambia per i singoli ODCEC locali?

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