Omessi versamenti: la rateazione non blocca il sequestro preventivo

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 27 luglio 2017

approfondiamo bene l’istituto della confisca per equivalente: ad esempio nell’ipotesi di reato di omesso versamento delle ritenute o IVA, l'accesso alla rateazione delle somme non versate non blocca il sequestro preventivo (ferma restando la riduzione del sequestro in misura corrispondente alle rate corrisposte)...
Processo_TributarioCon la sentenza n. 35781 del 21 luglio 2017, la Corte di Cassazione, sezione penale, ha affermato che nell’ipotesi delittuosa di omesso versamento delle ritenute o Iva, l'accesso alla rateazione per le somme non versate in precedenza, non blocca il sequestro preventivo nonostante la recente riforma penale tributaria, fermo restando che l’imputato può chiedere la riduzione del sequestro in misura corrispondente alle rate corrisposte. La Suprema Corte rileva che, in ogni caso, le nuove cause di non punibilità previste dal D.Lgs. n. 158/2015, in caso di pagamento del debito tributario, non mutano la natura del sequestro, né della confisca e pertanto il passaggio normativo secondo cui la confisca non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all'erario, anche in presenza di sequestro, e che in caso di mancato versamento la confisca è sempre disposta, non preclude il sequestro preventivo relativamente agli importi non ancora corrisposti, al netto di interessi e sanzioni (valgono, quindi, le somme versate a solo titolo di capitale).  

Breve nota

L’art. 10 del D.Lgs. n.158/2015 ha inserito l’art. 12-bis nell’ambito del D.Lgs. n. 74/2000, creando la confisca fiscale (atteso, fra l’altro, che l’art. 14, del D.Lgs. n. 158/2015 ha abrogato il comma 143, dell'articolo 1, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 - cfr. Cass., Sez.III, Pen., sent.n.43397 dep. il 28 ottobre 2015, secondo cui nel reato tributario, la confisca del profitto, nel caso di specie, omesso versamento dell’Iva, è sempre obbligatoria).

L'istituto della confisca per equivalente (o di valore) del profitto del reato, di cui all'art. 322-ter, c. 2, c.p., originariamente introdotto dall'art. 31, della legge 29 settembre 2000, n. 300 per il solo delitto di cui all'art. 321, c.p., è stato progressivamente esteso anche ad altri reati e, dell'art. 1, c. 143, L. 24 dicembre 2007, n. 244, anche ai delitti di cui al d.lgs. n. 74 del 2000.

Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'art. 444 C.p.p. per uno dei delitti previsti dal D.Lgs. n. 74/2000 (facendovi così rientrare anc