Convenienza assegnazione beni ai soci: la scelta fra valore catastale o valore normale

In piena campagna dichiarativa i contribuenti e i consulenti sono tenuti a valutare anche la convenienza delle assegnazione beni ai soci. I mesi di giugno e luglio sono molto complicati, ma l’attività ordinaria deve andare avanti e quindi devono essere comunque valutate le opportunità offerte dal legislatore beneficiando, in presenza dei relativi presupposti, della riduzione degli oneri fiscali.
Una di questa opportunità è rappresentata dall’assegnazione agevolata dei beni d’impresa la cui disciplina è contenuta dall’articolo 1, commi da 115 al 120, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità del 2016).
La principale richiesta (ed obiettivo) dei contribuenti riguarda la possibile riduzione degli oneri fiscali dovuti all’atto dell’assegnazione, ma nel valutare la convenienza dell’operazione deve essere effettuata anche una valutazione prospettica.
La legge sulle assegnazioni attribuisce la possibilità di determinare il valore dei beni oggetto dell’operazione ricorrendo al valore catastale che, solitamente, risulta ben inferiore rispetto al valore normale. In questo caso la scelta e la richiesta, diversamente dal meccanismo conosciuto come “prezzo valore” e applicabile nel caso di acquisto di fabbricati a destinazione abitativa, deve essere effettuata dalla società assegnante tenuta al versamento dell’imposta sostitutiva.
La determinazione del valore di assegnazione sulla base dei dati catastali risulta solitamente più conveniente, ma non sarà sempre così. Si consideri ad esempio l’operazione di assegnazione di un immobile abitativo il cui costo ammonta a 30.000 euro. Il valore catastale è pari a 200.000 euro, mentre il valore normale (non determinato su base catastale) ammonta a 500.000 euro. La società assegnante, avendo scelto il valore catastale, determinerà la plusvalenza pagando l’imposta sostitutiva sulla base imponibile di 170.000 euro (200.000 – 30.000 euro). In questo caso l’onere tributario, pari all’8%, ammonterà a 13.600 euro. Viceversa, se la plusvalenza fosse stata determinata in base al valore normale, la base imponibile sarebbe pari a 470.000 euro e l’onere tributario da versare sarebbe risultato pari a 37.600 euro. Conseguentemente la scelta di far valere il valore catastale determinerebbe un risparmio di imposta pari a 24.000 euro.
E’ necessario però avere una visione prospettica e, ove possibile, verificare prima di procedere all’operazione di assegnazione, le intenzioni del soggetto assegnatario. Se, dopo aver ricevuto l’immobile, il soggetto assegnatario persona fisica dovesse procedere alla vendita del bene senza far decorrere il periodo di monitoraggio di cinque anni, sussisterebbe il concreto rischio di realizzare una plusvalenza tassabile.
L’art. 67, c. 1, lett. b, del TUIR qualifica come redditi diversi “le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, esclusi quelli acquisiti per successione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari…”.
Conseguentemente, se da una parte la determinazione del valore di assegnazione in base al dato catastale consente di minimizzare la tassazione in capo alla società (con l’applicazione dell’imposta sostitutiva), dall’altra la realizzazione del plusvalore in capo alla persona fisica assegnataria vanificherà completamente il beneficio fiscale. Si consideri, ad esempio il caso in cui l’assegnatario dovesse successivamente vendere l’immobile a 500.000 euro. La plusvalenza dovrà essere determinata effettuando la differenza tra il corrispettivo di 500.000 euro ed il valore catastale di partenza (di assegnazione) pari a 200.000 euro. Il plusvalore sarà così pari a 300.000 euro. Ipotizzando ancora che il cedente opti per l’applicazione dell…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it