IRAP e beni strumentali: il caso di agente di commercio

di Davide Di Giacomo

Pubblicato il 26 maggio 2017

l’agente di commercio non è tenuto a versare l’IRAP se non è il responsabile dell’organizzazione ed, in particolare, non si avvalga di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio della propria attività

pennaSe manca la valutazione dei beni strumentali e delle spese non scatta il requisito dell’autonoma organizzazione ai fini del pagamento dell’Irap da parte del professionista.

Il principio emerge dalla sent. n. 9202/2017 della Cassazione da cui emerge che l’agente di commercio non è tenuto a versare l’imposta se non è il responsabile dell’organizzazione ed, in particolare, non si avvalga di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio della propria attività.

Autonoma organizzazione

L’Irap è stata introdotta con il D. Lgs. n. 446/1997 divenuta poi, con la Legge Finanziaria del 2008, una vera e propria tassa, con il novanta per cento del gettito ottenuto attribuito alle Regioni al fine di finanziare il Fondo Sanitario Nazionale.

Tale imposta è dovuta da Aziende, Enti e liberi professionisti ossia tutti coloro i quali esercitano un’attività anche non commerciale, ivi comprese le Pubbliche Amministrazioni e i produttori agricoli i quali, però, in alcuni casi, possono essere esonerati.

L’esercizio del lavoro autonomo di cui all’art. 49, c. 1, ovvero dall’art. 53, c. 1, del Dpr n. 917/1986, “è escluso dall’applicazione dell’imposta reale sulle attività produttive (Irap) solo nel caso in cui