I frontalieri in Svizzera e la tassazione in Italia

Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Risoluzione n. 38/E inerente il regime fiscale in cui si trovano i lavoratori dipendenti che prestano il proprio lavoro in Svizzera ma che risiedono in Italia.
Con la Legge n. 225/2016 di conversione con modificazioni del D.lgs. n. 193/2016, il Senato della Repubblica ha approvato un Ordine del Giorno con cui vengono individuati i Comuni italiani, in cui risiedono i frontalieri che si recano nei Cantoni Vallese-Ticino-Grigioni per motivi di lavoro e che, potranno beneficiare del ristorno previsto dall’accordo Italia-Svizzera.
Il quadro normativo che disciplina il regime impositivo dei lavoratori dipendenti residenti in Italia che attraversano il confine con la Svizzera per prestare il proprio lavoro, è quello riconducibile agli articoli 1 e 2 dell’Accordo tra Italia e Svizzera del 3 ottobre 1974 il quale prevede che, gli stipendi ricevuti da un lavoratore frontaliero debbano essere tassati nello Stato in cui l’attività lavorativa viene svolta.
È altresì previsto che i Comuni italiani in cui risiedono i frontalieri, ricevano una parte del gettito fiscale dai Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese, quale compensazione delle spese sostenute: pertanto, i Cantoni sopra citati contribuiranno a riversare parte del gettito proveniente dall’imposizione sul lavoro al fine di indennizzare i Comuni italiani che sostengono una spesa pubblica per i servizi resi ai propri cittadini.
Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze a cui fa riferimento il suddetto Ordine del Giorno, ha previsto che i Comuni che potranno accedere a questa forma di indennizzo, siano solamente quelli che distano a non più di 20 chilometri dalla linea di confine con i tre Cantoni svizzeri: pertanto per essere considerati lavoratori frontalieri non necessariamente i lavoratori dovranno recarsi a lavorare nel Cantone “frontista” al Comune italiano di residenza.
Al contrario, se uno dei tre Cantoni svizzeri …

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