Bonifico per detrazione da ristrutturazione edilizia: è possibile sanare i dati mancanti?

 Si verificheranno probabili ricadute sui contenziosi in corso a seguito delle indicazioni dell’Agenzia delle entrate fornite con la Circolare n. 43/E del 18 novembre 2016, riguardanti le modalità di pagamento delle spese di ristrutturazione degli immobili. Ciò al fine di fruire della detrazione prevista ai fini IRPEF dall’art. 16–bis del TUIR. La medesima soluzione vale per le spese finalizzate al risparmio energetico.
In passato si è verificato di frequente che i pagamenti delle spese di ristrutturazione siano stati effettuati con bonifico senza rendere possibile alle banche o alle Poste Italiane SPA di ottemperare all’obbligo di operare la ritenuta di cui all’art. 25 del D.L. n. 78/2010. Ciò in conseguenza della non completa compilazione del bonifico bancario o postale. In tale ipotesi, secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 55/E del 2012, l’unica possibilità per non perdere il diritto alla detrazione era rappresentata dalla ripetizione del pagamento mediante bonifico in modo corretto. In questo caso l’impresa che aveva effettuato i lavori doveva restituire la somma già trasmessa in precedenza per evitare una duplicazione del pagamento.
La recente circolare n. 43/E del 18 novembre 2016 ha ritenuto superata la predetta indicazione. In buona sostanza non è più necessario ripetere il pagamento mediante bonifico essendo possibile, osservando determinate formalità, conservare il diritto alla detrazione della spesa. Ciò a condizione di soddisfare comunque la finalità della norma agevolativa che intende assicurare la corretta tassazione del reddito derivante dall’esecuzione delle opere di ristrutturazione edilizia o di riqualificazione energetica.
L’Agenzia delle entrate ha così individuato gli adempimenti formali in grado di garantire all’erario la tassazione dei ricavi conseguenti all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione. In particolare, l’impresa beneficiaria dell’accredito …

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