Torna il modello F24 cartaceo per i contribuenti senza partita IVA anche per importi superiori a 1.000 €

L’art. 7-quater, comma 31, inserito in sede di conversione del D.L. n. 193/2016, in L. n. 225 dell’1 dicembre 2016, pubblicata nella G.U. n.282 del 2 dicembre 2016, abroga la lettera c), dell’articolo 11, comma 2, del D.L. n. 66 del 24 aprile 2014, convertito, con modificazioni nella Legge n. 89 del 23 giugno 2014.
In pratica, a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione in G.U. del provvedimento di conversione (3 dicembre 2016) in presenza di F24 a debito (da pagare, senza compensazioni), i soggetti non titolari di partita Iva potranno provvedere al pagamento nella vecchia maniera, cioè con l’F24 cartaceo, anche per importi superiori a 1.000 €. Resta ferma la possibilità di utilizzare i canali telematici (Entratel/fisconline/remote-home banking).
 

Il modello F24

Il modello F24 deve essere utilizzato da tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita Iva, per il versamento di tributi, contributi e premi.

Il modello unificato consente al contribuente di effettuare con un’unica operazione il pagamento delle somme dovute, compensando il versamento con eventuali crediti.

 

La norma di partenza

Per effetto di quanto previsto dall’art.11, comma 2, del D.L. n.66 del 24 aprile 2014, conv. in L. n.89 del 23 giugno 2014, a decorrere dal 1° ottobre 2014, fermi restando i limiti già previsti da altre disposizioni vigenti in materia, i versamenti di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 241/97, sono eseguiti:
a) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, nel caso in cui, per effetto delle compensazioni effettuate, il saldo finale sia di importo pari a zero;
b) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui siano effettuate delle compensazioni e il saldo finale sia di importo positivo;
c) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui il saldo finale sia di importo superiore a mille euro.
 
L’ambito soggettivo della norma investiva e per certi versi investe ancora i contribuenti non titolari di partita Iva che i soggetti titolari di partita Iva.
Se i contribuenti non titolari di partita Iva, che non sono obbligati al pagamento in via telematica, devono presentare il modello F24 presso qualsiasi sportello degli agenti della riscossione (Equitalia), una banca, o un ufficio postale ( il versamento può essere effettuato in contanti o presso le banche con assegni bancari e circolari, presso gli agenti della riscossione con assegni bancari e circolari e/o vaglia cambiari, presso gli sportelli bancari e degli agenti della riscossione dotati di terminali elettronici idonei tramite carta Pagobancomat, presso gli uffici postali con assegni postali, assegni bancari su piazza, assegni circolari, vaglia postali, o carta Postamat), tutti i titolari di partita Iva hanno l’obbligo di effettuare i versamenti fiscali e previdenziali esclusivamente in via telematica1.
I versamenti online possono essere effettuati direttamente (mediante il servizio telematico utilizzato per la presentazione telematica delle dichiarazioni fiscali, ovvero mediante i servizi di home banking delle banche e di Poste Italiane, o i servizi di remote banking – Cbi – offerti dal sistema bancario), oppure tramite gli intermediari abilitati al servizio telematico Entratel (professionisti, associazioni di categoria, Caf…) che aderiscono a una specifica convenzione con l’Agenzia delle Entrate e utilizzano il software fornito gratuitamente dall’Amministrazione Finanziaria o che si avvalgono dei servizi online offerti dalle banche e da Poste Italiane.
I soggetti che intendono effettuare la compensazione del credito Iva annuale o infrannuale, per importi superiori a 5.000 euro annui, sono tenuti a …

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