Notifica valida se eseguita alla società di persone

In caso di accertamento alla società di persone è sufficiente la notifica eseguita a quest’ultima non essendo richiesta anche quella ai soci.
Il principio è contenuto nella sentenza n. 16713/2016 della Corte di Cassazione secondo cui, una volta escusso il patrimonio sociale, può essere chiamato a rispondere il socio senza essere necessaria la notifica dell’avviso di accertamento né della cartella di pagamento, essendo sufficiente la notificazione del solo avviso di mora.
La notifica degli atti tributari è disciplinata dagli artt. 137 e seguenti del Cpc, a cui si richiama l’art. 16, c. 2, del D.lgs. n. 546/1992. La notifica, operata a mezzo dell’ufficiale giudiziario nonché a mezzo di messo comunale o messo speciale autorizzato dall’amministrazione procedente, può essere effettuata brevi manu (se non eseguita a mani proprie la notificazione deve esser e fatta nel domicilio fiscale del destinatario), o a mezzo posta. In quest’ultimo caso le parti possono effettuare le notifiche con spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento.
La notifica può essere fatta, in assenza del destinatario, ad una persona di famiglia (moglie, marito, figli, altri parenti, che devono essere, anche solo momentaneamente, conviventi: di tale convivenza ne deve essere fatta menzione nella relazione di notifica, unitamente all’indicazione del grado di parentela dichiarato dal soggetto che ritira l’atto). La notifica può essere eseguita, inoltre, a persona addetta alla casa, all’ufficio, all’azienda; solo se tali soggetti non sono reperiti l’atto deve essere consegnato al portiere dello stabile dove si trova l’abitazione, l’ufficio o l’azienda del destinatario.
In caso di società di persone, l’art. 145 c.p.c. stabilisce che la notificazione deve essere eseguita nella sede dove la società svolge la propria “attività in modo continuativo” (art. 19, c. 2, c.p.c.), anche se non coincidente con quello dello svolgimento dell’attività istituzionale della società ed indipendentemente dalla sede che risulta dai pubblici registri. La sede ufficiale, pertanto, è solo la sede presunta, ma il terzo è libero di considerare come sede anche quella effettiva, sempre che sia fornita la prova della sua esistenza, e purché non vi sia coincidenza tra le sedi effettiva e ufficiale. Il terzo comma del predetto art. 145 prevede che, qualora la notificazione non possa avvenire nei luoghi indicati in precedenza, la medesima notificazione può essere effettuata alla persona fisica che rappresenta l’ente, purché il suo nome risulti nell’atto.
La giurisprudenza di legittimità ha ritenuto che la notifica della cartella di pagamento eseguita a familiare che abita nello stesso numero civico ma in altro appartamento è nulla. La notificazione dell’atto mediante consegna al familiare è, infatti, assistita da presunzione di ricezione ex art. 139, comma 2, Cpc, solo se avvenuta presso l’abitazione del destinatario, non anche se effettuata presso l’abitazione del familiare. Ove si verifichi tale ipotesi, se il vicino di casa accetti di ricevere copia dell’atto, è previsto che quest’ultimo sottoscriva l’originale e l’ufficiale giudiziario informi il destinatario dell’avvenuta notifica mediante raccomandata (Cass. n. 1802/2016).
Recentemente la medesima Cassazione, diversamente opinando, ha ritenuto per un caso analogo che la notificazione eseguita presso la casa del contribuente, con consegna a persona qualificatasi come cognata, seppur convivente, è valida, atteso che il notificatore non è tenuto ad indagare sullo stato di convivenza o sull’effettività del rapporto di parentela (Cass. n. 16499/2016).
Nel caso di specie la contribuente, socia di una s.n.c., ha impugnato la cartella di pagamento e sia in primo che secondo grado quest’ultima è stata annullata in quanto la relativa pretesa doveva considerarsi prescritta decorso il termine di dieci anni dalla notifica dell’avviso di …

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