Il valore delle perizie UTE nel contenzioso sui valori immobiliari, spunti pratici per ricorsi

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 15 novembre 2016

nel contenzioso relativo ai valori immobiliari spesso il Fisco basa le sue valutazioni sulle perizie dell'UTE: che valore hanno queste perizie all'interno del conseguente processo tributario? Come possono essere contestate con successo dal contribuente?

pagamenti-commercialista-telematico-3La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10223 del 18.5.2016, ha chiarito il valore giuridico delle perizie dell’ente impositore, le perizie UTE.

Nel caso di specie l’Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per la cassazione della sentenza con la quale la Commissione Tributaria Regionale della Toscana, a conferma della prima decisione, aveva ritenuto illegittimo l'avviso di rettifica e liquidazione notificato al contribuente a titolo di maggiore imposta di registro su compravendita di una villa nobiliare assoggettata a vincolo di interesse storico-culturale ex L. 1089/39, e sottoposta dall'Amministrazione finanziaria a valutazione con criterio sintetico.

Con il primo motivo di ricorso l'Agenzia delle Entrate lamentava dunque violazione degli articoli 51, terzo comma, e 52, primo comma, d.P.R. 131/86 per avere la Commissione Tributaria Regionale erroneamente ritenuto che l'Amministrazione finanziaria avesse inammissibilmente modificato in corso di causa (da 'sintetico-comparativo' a 'sintetico-diretto') il criterio estimativo nella specie adottato, laddove il mutamento era stato invece, a suo dire, solo terminologico, fermi restando i presupposti giuridici e fattuali della stima, così come desumibili dalla perizia del Territorio allegata all'avviso.

Con il secondo motivo di ricorso l’Agenzia delle Entrate lamentava poi insufficiente ed illogica motivazione della sentenza per avere la CTR comunque escluso l'ammissibilità nella specie, trattandosi di bene fatiscente sottoposto a vincolo culturale, tanto del criterio sintetico-comparativo quanto di quello sintetico-diretto. In particolare, secondo la ricorrente la Commissione Tributaria Regionale aveva erroneamente ritenuto inapplicabile il criterio del valore dell'edificio realizzabile sul terreno, previa demolizione dell'esistente e ricostruzione, con abbattimento del 75% (dunque, con attribuzi