La trasformazione agevolata in società semplice (questa sconosciuta)

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 24 settembre 2016

una delle opzioni più interessanti per chi vuole assegnare o cedere gli immobili ai soci è quella della trasformazione in società semplice; in questo articolo approfondiamo le tematiche di questa operazione e delle principali tematiche fiscali che riguardano la società semplice: i casi in cui è possibile la trasformazione agevolata, le società semplici immobiliari, il versamento dell'imposta sostitutiva, il valore fiscale di quote e immobili, gli effetti ai fini iva...

monopoli-newAspetti generali

La procedura di trasformazione agevolata in società semplice ha fondamento normativo nella stessa disposizione che consente l’assegnazione agevolata, nonché la cessione, di beni ai soci, consentendo alle società commerciali, a determinate condizioni, di fuoriuscire dai vincoli cui sarebbero soggette come società non operative (art. 30, L. n. 724/1994) o in perdita sistematica (art. 2, commi da 36-quinquies a 36-duodecies, D.L. n. 138/2011, convertito dalla L. n. 148/2011).

Anche se l’ipotesi di trasformazione agevolata si lega a quella dell’assegnazione, sussistono aspetti non chiari e potenzialmente controversi, in particolare in relazione ai requisiti di accesso che le società trasformande devono possedere.

In ogni caso, il lavoro dell’interprete è aiutato dalle due circolari interpretative emanate dall’Agenzia delle Entrate (n. 26/E del 01.06.2016 e n. 37/E del 16.09.2016), oltre che da interpretazioni fornite da organismi esterni all’amministrazione finanziaria, come il Consiglio Nazionale del Notariato (studio CNN 21.4.2016, n. 92-2016/T).

Le pronunce di prassi dell’Agenzia riguardano l’intero complesso delle procedure agevolate; il presente contributo si limiterà a prendere in considerazione gli aspetti che più da vicino concernono la trasformazione agevolata.

Norma istitutiva

Le disposizioni agevolative rivolte all’assegnazione o cessione di beni ai soci, nonché alla trasformazione di società commerciali in società semplici, sono state introdotte, come regime speciale e temporaneo, dall’art. 1, commi da 115 a 120, della L. 28 dicembre 2015, n. 208.

L’agevolazione concessa consiste in una tassazione in forma sostitutiva, valevole ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, con contestuale riduzione dell’imposta di registro.

Soggetti ammessi

Secondo l’art. 1, c. 115, della citata L. n. 208/2015, la procedura in esame può essere adottata:

  • dalle società commerciali (s.n.c., s.a.s., s.r.l., s.p.a., s.a.p.a.) che, entro il 30.09.2016, assegnano o cedono ai soci beni immobili diversi da quelli strumentali per destinazione, o beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa;

  • a condizione che tutti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, ove prescritto, alla data del 30.09.2015, ovvero che vengano iscritti entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della stessa legge di stabilità, in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore al primo ottobre 2015.

Per effetto del rinvio contenuto nell’ultimo periodo del comma 115, la trasformazione agevolata può essere adottata dalle società che rivestono le medesime forme giuridiche, purché abbiano per oggetto esclusivo o principale la gestione dei beni “agevolabili” e si trasformino in società semplici entro il 30.9.2016.

Nota

Nel momento in cui questo articolo viene redatto si attende ancora una possibile proroga del termine finale per l’accesso alla procedura, probabilmente al 30.11.2016.

Regole della trasformazione agevolata

L’ultimo periodo del comma 115 dell’articolo 1 stabilisce che le agevolazioni previste per le assegnazioni e le cessioni dei beni ai soci si applicano alle società che entro il 30.09.2016 (ovvero entro il termine prorogato) si trasformano in società semplici.

La trasformazione agevolata in società semplice, secondo quanto stabilito dall’ultimo periodo del comma 115, è riservata alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei beni assegnabili dei quali si è trattato in precedenza.

Occorre pertanto verificare se:

  • la società abbia per oggetto la gestione dei beni assegnabili (non utilizzati nell’attività dell’impresa);

  • tale oggetto sia “esclusivo”.

Si ritiene che l’oggetto della società possa essere formalmente variato nell’ambito delle normali facoltà concesse dal codice civile, così da rimuovere una possibile causa ostativa.

Secondo quanto sottolinea l’Agenzia delle Entrate, oggetto principale si identifica con l’attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari indicati dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto.

Come già osservato sopra per l’assegnazione agevolata, anche per la trasformazione agevolata l’attività della società deve limitarsi alla gestione passiva dei beni (cui non devono affiancarsi attività e prestazioni di altro genere).

La trasformazione agevolata in società semplice può essere effettuata soltanto se all’atto della trasformazione la compagine sociale è composta dagli stessi soci che erano tali alla data del 30.9.2015 (anche se le partecipazioni sono variate in ammontare).

È possibile beneficiare di questa disciplina anche con riferimento ai casi in cui la società risulti titolare di un diritto reale parziale sui beni (ad esempio, sia titolare della nuda proprietà e abbia dato in usufrutto o in abitazione il bene al socio) e intenda procedere alla trasformazione in società semplice.

Imposta sostitutiva

Ai sensi del comma 116 dell’articolo 1, che sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o, in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all'atto della trasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto, si applica un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'IRAP , con le seguenti aliquote: