Non sempre il fondo patrimoniale è in frode ai creditori

il fondo patrimoniale è uno strumento di tutela del patrimonio familiare al servizio dei bisogni della famiglia: l’istituzione di un fondo patrimoniale non implica necessariamente un atto in frode ai creditori, in particolar modo in frode alle pretese del creditore Fisco!

giustizia2_immagineCon la sentenza n. 9154 del 4 marzo 2016, la Corte di Cassazione ha dato una precisa chiave di lettura della normativa sul fondo patrimoniale, escludendo che la costituzione di un fondo patrimoniale successivamente alla notifica di accertamento, in presenza di ulteriori beni idonei a costituire adeguata garanzia per il credito fiscale, costituisca reato penale, facendo venir meno l’equiparazione, anche psicologica, (che la costituzione del fondo patrimoniale) sia sempre atto preordinato alla fraudolenza.

Il reato

L’art. 11, comma 1, del d.lgs. n. 74 del 2000, punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni.

La difesa

Nel caso di specie, secondo la difesa, la costituzione del fondo patrimoniale non potrebbe di per sé essere qualificata come atto fraudolento, in mancanza di concreti elementi in tale senso. In particolare, la difesa evidenzia, sul punto, che il Tribunale avrebbe trascurato di considerare che l’indagato aveva altri beni, di valore rilevante, che erano rimasti estranei al fondo patrimoniale e che sarebbero stati sufficienti comunque a soddisfare le pretese del fisco.

La sentenza

Per la Corte, “dalla formulazione della disposizione si desume che costituisce elemento costitutivo del reato l’idoneità delle simulate alienazioni o degli atti fraudolenti commessi sui propri o sugli altrui beni a rendere anche solo parzialmente inefficace la procedura di riscossione coattiva. E l’idoneità degli atti deve essere valutata in concreto, sia con riferimento alla natura, sia con riferimento all’oggetto degli stessi”.

Secondo i massimi giudici, a fronte di un fondo patrimoniale costituito ex art. 167 c.c., per fare fronte ai bisogni della famiglia, è necessario accertare, ai fini della sussistenza del reato di cui all’art. 11 del d.lgs. n. 74 del 2000, che nell’operazione posta in essere sussistano gli elementi costitutivi della sottrazione fraudolenta: “il processo di merito deve dunque individuare quali siano gli aspetti dell’operazione economica che dimostrino la strumentalizzazione della causa tipica negoziale allo scopo di evitare il pagamento del debito tributario. E non è ipotizzabile una sostanziale inversione dell’onere della prova, sul solo presupposto che la creazione del patrimonio separato rappresenti di per sé l’elemento materiale della sottrazione del patrimonio del debitore. Infatti, la scelta dei coniugi di costituire il fondo rappresenta uno dei modi legittimi di attuazione dell’indirizzo economico e delle esigenze del nucleo familiare, dovendosi escludere le sole esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da interessi meramente speculativi (sez. 3, 4 aprile 2012, n. 40561). A ciò deve aggiungersi, sia sotto il profilo della idoneità degli atti a pregiudicare l’esecuzione coattiva, sia sotto il profilo della prova della sussistenza del dolo specifico di frode, la necessità di dimostrare che la costituzione del fondo patrimoniale abbia in concreto messo in pericolo la garanzia patrimoniale. Ne consegue che qualora – come nel caso di specie – la difesa abbia prospettato in sede cautelare l’esistenza di beni non inclusi nel fondo e di un valore tale da costituire adeguata garanzia, il giudice ha l’onere di fornire una pur sommaria motivazione sulla ragione per cui la costituzione del fondo rappresenterebbe, in ogni caso, uno strumento idoneo a rendere più difficoltoso il recupero del credito erariale”.

Brevi note

La riforma del diritto di famiglia del 1975 ha…

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