Delega di firma: l’eccezione va fatta in primo grado

di Enzo Di Giacomo

Pubblicato il 26 marzo 2016

secondo questa interpretazione il difetto di firma dell’avviso di accertamento non può essere eccepito per la prima volta in appello atteso che non è rilevabile in ogni stato e grado del giudizio: tale vizio di sottoscrizione dell'atto accertativo deve essere proposto con il ricorso di primo grado e non può essere rilevato d’ufficio dal Giudice

giudice2-immagineIl difetto di firma dell’avviso di accertamento non può essere eccepito per la prima volta in appello atteso che non è rilevabile in ogni stato e grado del giudizio.

Il principio è contenuto nella sent. n. 381/2016 Cass. da cui emerge che il vizio di sottoscrizione dell'atto deve essere proposto con il ricorso di primo grado e non può essere rilevato d’ufficio dal giudice

Giurisprudenza

La questione in esame, divenuta oggetto di vari pronunciamenti della Corte di Cassazione, riguarda un considerevole numero di funzionari (circa 800) a cui è stato conferito un incarico dirigenziale dall’Agenzia delle entrate prorogato più volte nel tempo.

Trattasi di incarichi a contratto concessi dall’Agenzia delle entrate senza il superamento di una procedura concorsuale nonché il sistema di assegnazione dei incarichi dirigenziali ai funzionari – ciò che fino a qualche anno fa poteva effettuarsi facendo ricorso all’istituto della cd Reggenza -, secondo l’applicazione non conforme alla legge dell’art. 19, comma 6, del D Lgs n. 165/2001 secondo cui è possibile assegnare incarichi dirigenziali a funzionari interni, sulla base del presupposto di essere funzionari.

Gli incarichi di cui trattasi sono previsti dall’art. 24 del Regolamento di