Attività di lavoro autonomo svolto occasionalmente

di Giovanna Greco

Pubblicato il 30 marzo 2016

illustriamo le casistiche di svolgimento di attività di lavoro autonomo occasionale: i limiti fiscali, i limiti per il versamento dei contributi alla gestione separata INPS, l'imposta di bollo dovuta sulle ricevute emesse...

Si può definire lavoro autonomo occasionale qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione;  il lavoro autonomo occasionale non prevede obbligatoriamente un contratto scritto, ma si ritiene comunque consigliabile sottoscriverne uno che contenga tutte le caratteristiche della prestazione ed il compenso spettante. La disciplina delle attività occasionali trova la propria regolamentazione generale nell’articolo 2222 del Codice Civile (contratto d’opera) secondo il quale si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.

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Nota E’ opportuno sottolineare che, contrariamente ad una diffusa quanto erronea opinione, il lavoro autonomo occasionale non è subordinato al ricorrere congiunto dei requisiti reddituali (massimo Euro 5.000,00 annuali) e di durata (rapporti di lavoro complessivamente non superiori a trenta giorni nel corso dell’anno solare con il medesimo committente). Tali requisiti delineavano viceversa le tipologie di lavoro coordinato e continuativo occasionale  (c.d. mini co.co.co), abrogate dal D.Lgs. 15 giugno n.81 (attuativo del Jobs Act) con effetto dal 25 giugno 2015, e che “condividevano” con il  lavoro autonomo occasionale esclusivamente il regime contributivo, mentre differivano profondamente per quanto alla qualificazione contrattuale (e conseguentemente al rito procedurale applicabile alle eventuali liti), al regime fiscale ed agli adempimenti ricadenti sul committente. *** Ai fini previdenziali, in base all'art. 44 del D.L. n. 269/2003, convertito dalla Legge n. 326/2003, a decorrere dall'1 gennaio 2004, qualora il reddito percepito nell’anno derivante da attività occas