La sottofatturazione nelle vendite di auto dimostrata dall’importo finanziato per l’acquisto?

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 2 febbraio 2016

in caso di accertamento su un concessionario di auto, se i finanziamenti per l'acquisto dei veicoli sono maggiori del prezzo pagato dall'acquirente, il fisco può presumere che vi sia un fenomeno evasivo di sottofatturazione

auto_immagineLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19432 del 30 settembre 2015, ha stabilito interessanti principi in tema di prova della sottofatturazione nel settore delle vendite auto.

La CTR rilevava infatti, nel caso di specie, che la società contribuente non aveva supportato con idonee prove le allegazioni difensive, secondo cui era ordinaria prassi per i clienti richiedere un finanziamento maggiore del prezzo di acquisto dei veicoli.

Le pretese fiscali, secondo i giudici di legittimità, risultavano dunque supportate dalla prova del maggiore prezzo di vendita rispetto a quello fatturato ai clienti, come emergeva anche dalle risposte fornite da quest'ultimi ai questionari inviati dall'Ufficio finanziario.

La società ricorrente censurava allora la statuizione della sentenza di Appello, laddove aveva ritenuto che la riscontrata differenza tra il minore importo del prezzo di vendita fatturato ed il maggiore importo del finanziamento richiesto dai clienti per l'acquisto del medesimo veicolo, fornisse elementi idonei al raggiungimento della prova presuntiva dell'occultamento di maggiori ricavi.

Il motivo, secondo la Corte, era inammissibile, in quanto la ricorrente si limitava a trascrivere le difese già svolte nell'atto di appello, venendo a contrapporre all'accertamento in fatto della CTR una propria diversa ricostruzione soggettiva dei fatti, peraltro basata su di una mera astratta ipotesi che appariva priva di fondamento logico, non apparendo logiche, secondo l'id quod plerumque accidit, richieste di finanziamento per l'acquisto di veicoli per importi maggiori del prezzo di vendita da parte di clienti che verrebbero ad soggettarsi ad un aggravio di oneri per interessi.

In tal modo, richiedendo quindi alla Corte una nuova valutazione del materiale probatorio, non consentita dal carattere chiuso del giudizio di legittimità, confinato ai soli vizi della sentenza imp