Associazioni sportive: il problema dei soci onorari

di Nicola Forte

Pubblicato il 7 settembre 2015

i proventi incassati dalle associazioni non lucrative per le prestazioni rese nei confronti degli iscritti, soci, associati, partecipanti e tesserati di altre organizzazioni nazionali non costituiscono entrate derivanti da attività commerciali: come influisce su tale agevolazione la figura del socio cosiddetto 'onorario'?

I professionisti e gli operatori devono prestare particolare attenzione nella preparazione degli atti costitutivi e degli statuti delle associazioni che intendono avvalersi delle disposizioni di cui all’art. 148 del TUIR e dell’art. 4 del Decreto Iva.

Le disposizioni citate recano la disciplina della c.d decommercializzazione dei proventi. In buona sostanza i proventi incassati dalle associazioni non lucrative per le prestazioni rese nei confronti degli iscritti, soci, associati, partecipanti e tesserati di altre organizzazioni nazionali (Federazioni ed Enti di promozione sportiva) non costituiscono entrate derivanti da attività commerciali. Ciò a condizione che siano osservate le condizioni e presenti i requisiti indicati espressamente dalle disposizioni citate. In particolare, il comma 8 prevede che la decommercializzazione trovi applicazione “a condizione che le associazioni interessate si conformino alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti costitutivi o statuti redatti nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata: …”.

 

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