Accertamento con adesione: il mancato perfezionamento fa rivivere l’originaria pretesa

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 17 settembre 2015

se il contribuente non perfeziona la proposta di accordo nata in contraddittorio col Fisco, rivive l'originaria pretesa inserita nell'avviso di accertamento

Con la sentenza n. 9966 del 15 maggio 2015 (ud. 31 marzo 2015) la Corte di Cassazione ha confermato che il mancato perfezionamento fa rivivere l’originaria pretesa.

Il fatto

A seguito di presentazione di istanza di accertamento con adesione, ai sensi dell’art. 6, c. 2, del D.Lgs. n. 218 del 1997, veniva redatto il verbale di contraddittorio, in data 09.04.2005, nel quale l'Ufficio formulava alcune proposte di definizione concordata della vicenda fiscale (annullamento in via di autotutela dell'imposta applicata due volte sulla stessa base imponibile, recupero delle imposte e degli interessi sulle vendite delle autovetture in contestazione, abbandono delle sanzioni), che non venivano successivamente accettate dalla contribuente.

Secondo la ricorrente, la CTR (decidendo nel merito la causa, con la conferma dell'atto impositivo impugnato) avrebbe implicitamente ed erroneamente disatteso l'eccezione, riproposta anche nel giudizio di appello, di riduzione della materia del contendere per effetto di quanto riconosciuto annullabile, in