La possibilità di utilizzo della Lista Falciani da parte del Fisco è una spinta alla voluntary disclosure?

di Enzo Di Giacomo

Pubblicato il 5 maggio 2015

la Cassazione ha stabilito che è legittimo utilizzare la Lista Falciani per accertamenti contro contribuenti sospettati di detenere in banche off-shore patrimoni non dichiarati; per i nominativi inseriti nella lista la voluntary Disclosure diventa in pratica un obbligo

E’ legittimo l’utilizzo della “lista Falciani” ai fini dell’accertamento tributario atteso che il fisco può avvalersi di qualsiasi mezzo per contrastare l’evasione fiscale.

La Suprema Corte con le ordinanze nn 8605 e 8606, nell’affermare l’utilizzo di tale lista, ha ritenuto che i valori al diritto alla riservatezza e al segreto bancario sono sicuramente recessivi di fronte a quelli riferibili al dovere inderogabile. L’amministrazione finanziaria nelle sue attività istituzionali riguardanti l’attività di accertamento dell’evasione fiscale, può ricorrere ad ogni elemento con valore di indizio, con esclusione di quelli il cui utilizzo è vietato da una norma di legge o siano stati acquisiti in violazione di un diritto del contribuente

La lista in esame contiene un elenco di nomi sottratto da un ex dipendente (Falciani) ad un istituto di credito svizzero (HSBC) contenente i nominativi di correntisti esteri e presunti evasori (tra cui circa settemila contribuenti italiani). L’elenco di cui trattasi, sequestrato dalle autorità francesi, è stato poi diramato alle altre autorità europee in base alla direttiva 77/799/CEE in materia di cooperazione amministrativa, ed anche in Italia; la Guardia di Finanza e l’agenzia delle entrate hanno avviato i relativi controlli ed accertamenti.

La parola data dai giudici di legittimità pone fine, per il momento, alle diverse pronunce di mer