Il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi (seconda parte)

 

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5. La cumulabilità con altre agevolazioni.

L’agevolazione in esame non costituisce un aiuto di Stato, perché spetta a tutte le imprese assoggettate ad imposizione nel nostro Paese, a prescindere dalle loro dimensioni, dalla forma giuridica e dal settore economico di appartenenza. Non sono, altresì, previste distinzioni di carattere territoriale, perché è possibile fruire del beneficio in relazione a tutti gli acquisti di beni strumentali nuovi “destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato”.

Nella circolare n. 5/E del 2015 è stato precisato che, poiché nell’art. 18 del D.L. n. 91 del 2014 non è stata inserita alcuna specifica previsione per disciplina la cumulabilità del beneficio in esame con altre agevolazioni, risulta ancora applicabile il chiarimento fornito dall’Agenzia delle entrate nella circolare n. 44/E del 20091, in base al quale l’agevolazione è cumulabile con altre misure di favore, salvo che le norme disciplinanti tali misure non dispongano diversamente.

Si ritengono, quindi, applicabili anche al credito d’imposta in esame i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate, in relazione ai precedenti provvedimenti di “detassazione”, in merito alla cumulabilità con altre agevolazioni.

Già nella circolare n. 4/E del 20022 era stata sancita la possibilità di avvalersi della “Tremonti-bis” contemporaneamente ad altre agevolazioni, salvi i casi in cui la non cumulabilità fosse espressamente prevista dalla legge (come per il credito d’imposta per investimenti in aree depresse). Fermo restando che le norme relative agli altri benefici avrebbero potuto prevedere, da parte loro, la non cumulabilità con altre agevolazioni.

Anche l’Assonime aveva evidenziato, nella circolare n. 30 del 20023, che “in tutti i casi in cui un regime agevolativo qualificabile come aiuto di Stato disponga un generico divieto di cumulo con altre agevolazioni, tale divieto deve intendersi riferito soltanto ad altri regimi qualificabili anch’essi come aiuti di Stato e non anche a quelli costituenti misure generali dell’ordinamento”. In conseguenza di tale asserzione la detta Associazione aveva ritenuto che dovesse considerarsi ormai superata la posizione a suo tempo assunta dall’Amministrazione finanziaria in ordine alla non cumulabilità della precedente detassazione “Tremonti” con gli aiuti previsti dalla legge n. 317 del 1991 al fine di favorire l’innovazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese.

5.1.La “nuova Sabatini”

Confindustria ha, da ultimo, condiviso tale orientamento interpretativo, osservando che “di regola, un’agevolazione costituente misura generale è potenzialmente cumulabile con altri incentivi (fiscali o di altra natura), tanto che essi si qualifichino a loro volta come misure generali, tanto che si qualifichino come aiuti di Stato; a meno che non sia la stessa legge istitutiva della misura generale a prevedere il contrario o a porre limiti massimi di cumulabilità. Non è questo il caso dell’art. 18 del d. l. n. 91 in commento che, per l’appunto, non prevedendo alcuna specifica regola di incompatibilità, determina la piena (potenziale) cumulabilità dei suoi benefici con quelli derivanti dall’applicazione di altri incentivi (fiscali e non) sui medesimi investimenti. Sarà, dunque, all’interno delle discipline istitutive degli altri incentivi che deve essere, di volta in volta, verificata la presenza di specifiche previsioni di non cumulabilità con altri incentivi”.

E’ stata, pertanto, correttamente ritenuta cumulabile con l’incentivo in esame la c.d. “nuova Sabatini”, introdotta dall’articolo 2 del D.L. n. 69 del 21 giugno 20134 – agevolazione rivolta alle sole PMI e costituente, pertanto, aiuto di Stato -, che prevede la concessione di un contributo in conto interessi sui finanziamenti concessi dalle banche e dagli intermediari finanziari per l’acquisto di macchinari, impianti, beni strumentali e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso…

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