La legge di stabilità per gli enti locali (terza parte)

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Razionalizzazione delle partecipate

Piani operativi di riorganizzazione

I commi da 611 a 614 della Legge di stabilità pongono le premesse per un vasto processo di riorganizzazione delle società partecipate locali e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute, da parte degli enti locali (nonché di Regioni, Province autonome, Camere di commercio, Università, istituti di istruzione universitarie e Autorità portuali) con dichiarate finalità di contenimento della spesa. Lo schema di riorganizzazione coinvolge sin dall’inizio del 2015 gli enti locali, chiamati ad elaborare un piano operativo, da approvare, pubblicare sul sito internet e inviare alla Corte dei Conti entro il prossimo 31 marzo. Il comma 612 fornisce alcune indicazioni riguardo al contenuto minimo di questo piano di razionalizzazione, che deve necessariamente definire le modalità e i tempi di attuazione, nonché l’esposizione in dettaglio dei risparmi da conseguire. Si prevede infine che il piano sia corredato da un’apposita relazione tecnica.

Al sensi del comma 611 i piani operativi da realizzarsi entro il prossimo 31 dicembre 2015 devono essere elaborati e sviluppati secondo strategie che tengano conto dei seguenti criteri:

a) eliminazione delle società e delle partecipazioni societarie non indispensabili al perseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche mediante messa in liquidazione o cessione;

b) soppressione delle società che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti;

c) eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali, anche mediante operazioni di fusione o di internalizzazione delle funzioni;

d) aggregazione di società di servizi pubblici locali di rilevanza economica;

e) contenimento dei costi di funzionamento, anche mediante riorganizzazione degli organi amministrativi e di controllo e delle strutture aziendali (per esempio tramite la sostituzione dei Consigli di amministrazione con Amministratori unici), nonché attraverso la riduzione delle relative remunerazioni.

Purtroppo va segnalato che il contenuto cogente delle disposizioni che introducono questo progetto di razionalizzazione delle società partecipate è seriamente compromesso dalla riscontrata assenza nel testo definitivo della Legge di stabilità di norme sanzionatorie da applicare nei confronti delle amministrazioni inadempienti. L’assenza di specifiche sanzioni potrebbe ridurre l’annunciato obiettivo di drastico taglio delle società partecipate al solito mero esercizio teorico, destinato a fallire a fronte delle prevedibili fortissime resistenze delle amministrazioni locali che finora sono sempre riuscite ad affossare i precedenti processi di riorganizzazione, sortendo perlopiù come principale risultato quello di produrre una mole consistente di giurisprudenza delle varie Sezioni della Corte dei conti sulla questione.

Nella fase attuazione dei piani operativi deve essere applicata la disciplina prevista dai commi da 563 a 568-ter della Legge di stabilità 2014 in materia di mobilità del personale in servizio e di regime fiscale delle operazioni di scioglimento e alienazione. Nello specifico si puntualizza che nei confronti degli atti finalizzati all’attuazione dei suddetti piani operativi deliberati entro il 31 dicembre 2015 trova applicazione la disciplina fiscale di favore dettata al comma 568-bis. Pertanto nei casi in cui si rendono necessarie operazioni di scioglimento gli atti e le operazioni posti in essere in favore di pubbliche amministrazioni in seguito allo scioglimento della società sono esentati da imposizione fiscale, incluse le imposte sui redditi e l’IRAP, ad eccezione IVA. Parimenti le imposte di registro, ipotecarie e catastali trovano applicazione nella loro misura fissa. Ove lo scioglimento riguardi…

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