La legge di stabilità per gli enti locali (terza parte)

di Fabio Federici

Pubblicato il 15 gennaio 2015

in questa ultima parte della rassegna dei provvedimenti della legge di stabilità analizziamo le norme in tema di (ulteriore) razionalizzazione delle società partecipate e quelle relative ai servizi di riscossione dei tributi locali

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Razionalizzazione delle partecipate

Piani operativi di riorganizzazione

I commi da 611 a 614 della Legge di stabilità pongono le premesse per un vasto processo di riorganizzazione delle società partecipate locali e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute, da parte degli enti locali (nonché di Regioni, Province autonome, Camere di commercio, Università, istituti di istruzione universitarie e Autorità portuali) con dichiarate finalità di contenimento della spesa. Lo schema di riorganizzazione coinvolge sin dall’inizio del 2015 gli enti locali, chiamati ad elaborare un piano operativo, da approvare, pubblicare sul sito internet e inviare alla Corte dei Conti entro il prossimo 31 marzo. Il comma 612 fornisce alcune indicazioni riguardo al contenuto minimo di questo piano di razionalizzazione, che deve necessariamente definire le modalità e i tempi di attuazione, nonché l'esposizione in dettaglio dei risparmi da conseguire. Si prevede infine che il piano sia corredato da un’apposita relazione tecnica.

Al sensi del comma 611 i piani operativi da realizzarsi entro il prossimo 31 dicembre 2015 devono essere elaborati e sviluppati secondo strategie che tengano conto dei seguenti criteri:

a) eliminazione delle società e delle partecipazioni societarie non indispensabili al perseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche mediante messa in liquidazione o cessione;

b) soppressione delle società che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti;

c) eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali, anche mediante operazioni di fusione o di internalizzazione delle funzioni;

d) aggregazione di società di servizi pubblici locali di rilevanza economica;

e) contenimento dei costi di funzionamento, anche mediante riorganizzazione degli organi amministrativi e di controllo e delle strutture aziendali (per esempio tramite la sostituzione dei Consigli di amministrazione con Amministratori unici), nonché attraverso la riduzione delle relative remunerazioni.

Purtroppo va segnalato che il contenuto cogente delle disposizioni che introducono questo progetto di razionalizzazione delle società partecipate è seriamente compromesso dalla riscontrata assenza nel testo definitivo della Legge di stabilità di norme sanzionatorie da applicare nei confronti delle amministrazioni inadempienti. L’assenza di specifiche sanzioni potrebbe ridurre l’annunciato obiettivo di drastico taglio delle società partecipate al solito mero esercizio teorico, destinato a fallire a fronte delle prevedibili fortissime resistenze delle amministrazioni locali che finora sono sempre riuscite ad affossare i precedenti processi di riorganizzazione, sortendo perlopiù come principale risultato quello di produrre una mole consistente di giurisprudenza delle varie Sezioni della Corte dei conti sulla questione.

Nella fase attuazione dei piani operativi deve essere applicata la disciplina prevista dai commi da 563 a 568-ter della Legge di stabilità 2014 in materia di mobilità del personale in servizio e di regime fiscale delle operazioni di scioglimento e alienazione. Nello specifico si puntualizza che nei confronti degli atti finalizzati all’attuazione dei suddetti piani operativi deliberati entro il 31 dicembre 2015 trova applicazione la disciplina fiscale di favore dettata al comma 568-bis. Pertanto nei casi in cui si rendono necessarie operazioni di scioglimento gli atti e le operazioni posti in essere in favore di pubbliche amministrazioni in seguito allo scioglimento della società sono esentati da imposizione fiscale, incluse le imposte sui redditi e l’IRAP, ad eccezione IVA. Parimenti le imposte di registro, ipotecarie e catastali trovano applicazione nella loro misura fissa. Ove lo scioglimento riguardi una società controllata indirettamente, le plusvalenze realizzate in capo alla società controllante non concorrono alla formazione del reddito e del valore della produzione netta e le minusvalenze sono deducibili nell'esercizio in cui sono realizzate e nei quattro successivi.

Qualora invece si opti per l'alienazione delle partecipazioni detenute all’inizio del 2014 e alla contestuale assegnazione del servizio per cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 2014, a condizione che questa avvenga con procedura a evidenza pubblica deliberata non oltre dodici mesi ovvero già in corso alla data di entrata in vigore della disposizione, anche in questi casi, in analogia a quanto previsto per le procedure di scioglimento, si prevede che ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, le plusvalenze non concorrono alla formazione del reddito e del valore della produzione netta e le minusvalenze sono deducibili nell'esercizio in cui sono realizzate e nei quattro successivi.

Si stabilisce inoltre che le procedure di alienazione che coinvolgono una società mista devono riconoscere un diritto di prelazione al socio privato detentore di una quota di almeno il 30 per cento alla data di entrata in vigore presente disposizione.

La normativa di favore riconosciuta per le operazioni di attuazione dei piani di razionalizzazione si riscontra anche nelle disposizioni del comma 613 che riconducono le deliberazioni di scioglimento e liquidazione e gli atti di dismissione di società costituite o di partecipazioni societarie acquistate per espressa previsione normativa all’esclusiva osservanza della disciplina civilistica, senza alcun necessità di una modifica in tal senso della previsione normativa originaria. Viene così a cadere una delle principali motivazioni che sinora aveva consentito alle società costituite per espressa previsione della disciplina specifica (ad esempio le Società di Trasformazione Urbana) dalle principali iniziative di razionalizzazione e riorganizzazione delle partecipate messe in campo dal Legislatore nel corso di questi ultimi anni.



Norme di favore per le operazioni di scioglimento

Il comma 616 attua alcune modifiche alla lettera a) del comma 568-bis della Legge di stabilità 2014, che contiene le disposizioni fiscali di favore per le operazioni di scioglimento delle società partecipate già sopra illustrate.

La modifica estende la possibilità di usufruire della disciplina fiscale di favore alle opera