Guida all’acconto IVA 2014, in scadenza al 29/12

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 13 dicembre 2014

entro il 29 dicembre 2014 si dovrà versare l’acconto per l’anno 2014, nella misura dell’88% dell’Iva relativa all’ultimo mese o trimestre del 2013 oppure in base alla liquidazione dell'imposta al 20 dicembre

Entro il 29.12.2014 (poiché il 27.12.2014 cadrà di sabato) si dovrà versare l’acconto Iva per l’anno 2014, nella misura dell’88% dell’Iva relativa all’ultimo mese o trimestre dell’anno precedente (2013). Questo in virtù dell’art. 6, L. 405 del 29.12.1990.

In particolare, si tratta delle liquidazioni relative al mese di dicembre (per i contribuenti mensili), al trimestre ottobre-dicembre (per i contribuenti trimestrali ordinari), al quarto trimestre per i contribuenti trimestrali cd. «speciali» di cui all’art. 73, co. 1, lett. e) ed all’art. 74, co. 4, D.P.R. 633/1972 (autotrasportatori, distributori di carburante, imprese di somministrazione acqua, gas, energia elettrica, ecc.).

Il pagamento delle somme dovute a titolo di acconto Iva deve essere effettuato, utilizzando il Modello F24, esclusivamente con modalità telematiche (direttamente o tramite incaricati abilitati).

Dunque, il pagamento dell’acconto può avvenire solo in via telematica attraverso i servizi di home banking ovvero Entratel o Fisconline (questi due ultimi, peraltro, sono divenuti obbligatori in caso di F24 in compensazione a saldo zero), secondo le nuove regole in vigore dall’1.10.2014.

Infatti, come è noto, da tale data sono entrate in vigore le nuove regole di presentazione del Mod. F24, (a tal fine, si veda la C.M. 27/E del 19.9.2014).

L’acconto Iva non è dovuto nel caso in cui risulti di importo inferiore a € 103,29.

I codici tributo da utilizzare per il versamento dell’acconto tramite il Mod. F24 sono specifici a seconda della periodicità con cui il contribuente ha effettuato le liquidazioni periodiche nel corso dell’anno d’imposta 2014 e, precisamente, il contribuente può utilizzare, alternativamente, uno dei seguenti codici di seguito indicati:

- codice 6013: per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva mensilmente;

- codice 6035: per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva trimestralmente.

A differenza di quanto previsto per le liquidazioni periodiche, i contribuenti trimestrali ordinari non devono applicare la maggiorazione degli interessi dell’1%.

Inoltre, si precisa che l’acconto Iva può essere oggetto di «compensazione orizzontale», ossia il contribuente può avvalersi dell’istituto della compensazione di cui all’art. 17, D.Lgs. 241/1997, con altre imposte.

Pertanto, i contribuenti che hanno a disposizione crediti riportabili nel Mod. F24 (relativi ad altre imposte, tributi, contributi o anche il credito Iva emerso in sede di dichiarazione annuale) possono utilizzarli per compensare l'importo dovuto a titolo di acconto Iva.

 

Metodi di calcolo dell’acconto Iva

Il calcolo per determinare l’imposta dovuta a titolo di acconto Iva può essere eseguito in modo differente in base al metodo prescelto dal contribuente a seconda che il calcolo venga effettuato su dati storici, previsionali o effettivi.

Difatti, permane la possibilità di scegliere tra tre diverse modalità:

- metodo storico;

- metodo previsionale (art. 6, co. 2, L. 405/1990);

- metodo delle operazioni effettuate, cd. metodo «effettivo-analitico» (art. 6, co. 3-bis, L. 405/1990).

Spetta al contribuente la scelta, «ragionando» su quello più vantaggioso.

In genere, il procedimento più utilizzato è il metodo storico, che si basa sull’intera imposta pagata l’anno precedente.

Per valutare la convenienza economica ai fini dell’adozione di un metodo di calcolo piuttosto che un altro, il contribuente dovrà confrontare i risultat