La Centrale Rischi, questa sconosciuta

Nella fase di richiesta o rinegoziazione di un finanziamento bancario non solo è importante il bilancio dell’azienda che intende finanziarsi, ma anche l’esito della Centrale Rischi, cioè della fotografia delle pregiudizievoli che vede il sistema bancario italiano.

Il bilancio (se redatto in maniera chiara, veritiera e corretta) ha una valenza insostituibile per capire la situazione economica e finanziaria di un’impresa.

Ma se si desidera avere un quadro completo della situazione finanziaria, non si può pensare di tralasciare un altro report fondamentale: la Centrale Rischi.

 

Vantaggi della Centrale Rischi

È innegabile che i bilanci di esercizio abbiano dei limiti informativi, la Centrale Rischi ha delle peculiarità che la rendono complementare e in certi casi addirittura preferibile al bilancio.

  • A differenza del bilancio, redatto dall’impresa, la Centrale Rischi è un documento compilato in base alle informazioni trasmesse periodicamente da tutti gli istituti di credito a Banca d’Italia (che hanno rapporti con il correntista per un importo superiore a € 30.000); ciò conferisce una caratteristica di assoluta oggettività e attendibilità per le informazioni contenute (salvo gli inevitabili errori di segnalazione da parte delle Banche);

  • Mentre il bilancio è disponibile una volta all’anno e non prima di 3-4 mesi dal termine dell’esercizio, la Centrale Rischi è disponibile mensilmente e riporta l’intera situazione bancaria dettagliata per rapporti e istituti;

  • Il bilancio è pubblico e le banche lo possono visionare una volta depositato, la Centrale Rischi è invece strettamente riservata, solo il titolare la può richiedere e nemmeno le banche (che ne forniscono i dati) possono visionarne i dettagli: ogni istituto vede solo la propria posizione e il totale delle altre posizioni, il correntista può esaminare il dettaglio per banca, rapporto e periodo;

  • In Centrale Rischi è possibile trovare i leasing classificati secondo criteri finanziari e non secondo il metodo patrimoniale previsto dai principi contabili;

  • La Centrale Rischi consente di controllare la correttezza dei saldi afferenti le banche (c/c, portafoglio etc…), che in bilancio sono spesso oggetto di compensazioni a discapito della chiarezza, di verificare i debiti finanziari entro e oltre l’esercizio e la corretta indicazione in nota integrativa del “mark to market” per i contratti derivati;

  • La redazione del bilancio richiede costi impliciti ed espliciti ben superiori a quelli necessari per una Centrale Rischi, la richiesta è gratuita ed avviene con una semplice PEC;

  • Mentre l’analisi di bilancio per una PMI (per le ragioni sopra esposte) pesa per un 20-30%, l’andamentale (di cui la Centrale Rischi è il rapporto) incide il 70-80% sulla possibilità di ottenere finanziamenti o mantenere quelli in essere.

 

E allora perché le imprese e i loro professionisti spesso tralasciano questa opportunità?

Leggendo le statistiche sulle richieste pervenute alla filiale di Banca d’Italia di Milano ci si rende conto della ancora scarsa diffusione dello strumento …

Le ragioni sono molteplici, la prima è sicuramente culturale: il sistema aziendalistico italiano è da sempre redditocentrico con sporadiche concessioni all’aspetto patrimoniale; basti pensare che ancora oggi non vi è l’obbligo legislativo di presentare il Rendiconto finanziario e, diciamolo, in certi ambienti produce ancora una certa ammirazione l’azienda che incrementa fatturato e gli utili senza badare troppo alla situazione finanziaria.

Pertanto al debito verso le banche si guarda solo in maniera passiva: si controlla la situazione solo in presenza di crisi, di stretta finanziaria o soltanto in occasione del rinnovo di fidi o di richiesta di nuova finanza.

Si dimentica però che il buon rapporto tra banche e impresa va coltivato giornalmente, in quanto sarà dal comportamento nel tempo e non solo dalla situazione attuale, che la banca propenderà o meno per la concessione di un credito; visionare periodicamente la propria centrale rischi è un primo passo verso questa “buona educazione finanziaria”.

La seconda è legata alla storia della Centrale Rischi che, rispetto al bilancio, è relativamente recente e non ha ancora consentito a tutti di conoscere e familiarizzare con lo strumento.

La Centrale Rischi ha tutto il diritto di conquistare un posto di primo piano tra i documenti a disposizione del management per giudicare l’andamento della gestione insieme ai bilanci periodici, ai budget, alle analisi di fatturato …

La terza deriva dalla difficoltà di lettura: fino al 2010 la Centrale Rischi era esclusivamente numerica sia per quanto concerneva gli importi che per le descrizioni, che per gli stati dei diversi rapporti, il che la rendeva uno strumento utilizzabile solo da addetti ai lavori e faceva passare rapidamente la voglia di compiere qualsiasi approfondimento.

A partire dal dicembre 2010 anche al fine di aumentarne la diffusione, la Centrale Rischi ha assunto una forma “user friendly” che permette una lettura molto più agevole. Oggi esistono inoltre diverse società che offrono il servizio di analisi ed interpretazione completa della CR per poche centinaia di euro.

 

Ma cosa contiene una visura della centrale rischi di Banca d’Italia (CR)?

La Centrale Rischi è il dettaglio organizzato per mese, per banca e per tipologia di finanziamento degli importi concessi per cassa o di firma (accordato e accordato garantito) e di quelli utilizzati al termine di ogni mese (utilizzato) e nel mese (utilizzo medio), corredando ogni linea con lo stato del rapporto e con le eventuali garanzie ricevute.

Dalla Centrale Rischi si possono ricavare quindi agilmente:

  • le segnalazioni di incaglio e sofferenza,
  • le messe a rientro, gli sconfini (ogni qualvolta l’utilizzato supera l’accordato),
  • gli stati anomali (rate non pagate da più di 90-180 gg, rapporti contestati, etc…),
  • le garanzie in mano agli istituti di credito;

Combinando poi i dati tra di loro si ricavano preziose informazioni in merito all’andamento della tensione finanziaria (Utilizzato/Accordato), alla duration (Debiti a breve/Debiti totali), all’adeguatezza della struttura finanziaria (Debiti/Fatturato), all’incidenza degli insoluti sulle variazione dell’indebitamento.

Con rappresentazioni grafiche e formattazioni condizionali usate in maniera corretta si riesce quindi in pochi passaggi ad ottenere una fotografia esaustiva della situazione finanziaria aggiornata e un racconto dettagliato del comportamento del correntista negli ultimi 36 mesi.

 

La platea di potenziali lettori della Centrale Rischi è veramente ampia e comprende soggetti di diversa natura; per ciascuno di essi la Centrale Rischi assume una valenza diversa.

  • gli imprenditori potrebbero capire meglio i propri conti rimuovendo, attraverso un dialogo con la banca, le cause ostative all’allargamento o mantenimento del credito e accorgersi tempestivamente di errate segnalazioni che, se non ravvisate, rischiano di dare alle altre banche informazioni sbagliate;

  • I professionisti della finanza potrebbero ricavarne facilmente un’opportunità di business per incrementare la gamma dei servizi offerti o semplicemente effettuare una pre-verifica della bancabilità per aumentare le probabilità di successo nell’ottenimento del credito;

  • I chiamati all’eredità potrebbero rinvenire garanzie concesse dal de cuius e mutare il proprio pensiero sull’accettazione;

  • I membri (specie se non operativi) di consigli di amministrazione dovrebbero richiederla periodicamente e almeno in occasione del bilancio annuale innanzi tutto e per verificare le garanzie a loro carico e per non incorrere nei rischi di essere accusati di non aver fatto nulla per prevenire la crisi e per non aver tentato di arginarla;

  • I revisori e i sindaci chiamati ad esprimere un giudizio sull’affidabilità finanziaria dell’impresa, sui rischi e sulla continuità aziendale troverebbero nella Centrale Rischi informazioni preziose sulla correttezza della rappresentazione dei saldi contabili e sulla diligenza nella gestione da parte degli amministratori e su eventuali segnali di crisi prima che diventi insostenibile e li coinvolga con responsabilità professionali e personali;

  • La Centrale Rischi può svolgere un ruolo importante anche in occasione di crisi aziendale in via di risoluzione (piani asseverati e concordati in continuità) o sfociata in procedure concorsuali (concordato liquidatorio e fallimento); gli advisor e gli asseveratori potrebbero arricchire le loro analisi con un documento che dimostri in maniera imparziale la reale dinamica dell’indebitamento negli ultimi 36 mesi, mentre commissari e curatori potrebbero trarne spunto per un giudizio su eventuali profili di responsabilità nella crisi di impresa della banca e dell’imprenditore.

Il modo migliore per avvicinarsi allo strumento è richiederla gratuitamente: la Centrale Rischi può essere richiesta solo da parte dell’intestatario del conto o suo rappresentante legale (i moduli sono disponibili sul sito di Banca d’Italia); Banca d’Italia risponde in 7-10 giorni con un invio all’indirizzo PEC del richiedente, di un file.pdf che contiene un prospetto sintetico, un prospetto analitico e nelle ultime pagine del documento, una legenda per la traduzione dei codici utilizzati.

 

 

17 novembre 2014

Alessandro Mattavelli

 

 

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La Centrale Rischi della Banca d’Italia è un report fondamentale per identificare quelle azioni da compiere per migliorare il rating creditizio dell’impresa.

Tuttavia è anche un documento lungo e complesso e pieno di codici, di difficile lettura  per i non addetti ai lavori.

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