Segnalazione illegittima alla Centrale rischi: tutela d’urgenza e risarcimento del danno

Si segnala il caso di risarcimento danni derivante da segnalazione illegittima alla Centrale Rischi della Banca d’Italia.
Qual è la posizione della giurisprudenza maggioritaria nei confronti degli istituti di credito e del soggetto danneggiato?
Quale il ruolo della difesa della privacy?

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La sentenza che in questa sede esaminiamo è stata emessa a conclusione di una causa per risarcimento danni derivanti da segnalazione illegittima alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, promossa da un professionista contro un primario istituto di credito e la causa di merito ha avuto un antecedente cautelare nel ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. con cui il professionista chiedeva al Tribunale di Padova l’immediata cancellazione dell’apposizione a sofferenza del proprio nominativo presso la Centrale Rischi con la dicitura “credito non contestato”.

 

Segnalazione illegittima e violazione della privacy

Per il corretto inquadramento della fattispecie nel suo complesso, è anzitutto utile evidenziare che la giurisprudenza maggioritaria non condivide la prima e pregiudiziale difesa che gli istituti di credito, evocati in giudizio con il ricorso d’urgenza, tentano di opporre: ossia l’inammissibilità di questo rimedio cautelare di portata generale, ancorché residuale, per la prevalenza del rimedio previsto alle violazioni del codice della privacy, da introdursi con il rito del lavoro secondo quanto disposto dall’art. 10 del Decreto Legislativo n. 150/2011 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione).

Questa tesi non può essere condivisibile per una evidente distorsione di prospettiva: il giudice della cautela viene adito non per una contestazione formale nella modalità di raccolta di dati sensibili per l’apposizione a sofferenza (rientrando ciò nelle violazioni del codice della privacy), bensì per l’assenza dei presupposti di fatto che legittimano la segnalazione alla centrale rischi, indipendentemente dalla modalità di raccolta dei dati.

Infatti, come ha più volte riconosciuto da giurisprudenza:

Allorquando chi agisce per ottenere la sospensione o la cancellazione del proprio nominativo dalla centrale rischi si duole non già delle modalità con cui i dati relativi all’insolvenza siano stati raccolti, trasmessi e gestiti, ma semplicemente dell’assenza dei presupposti di fatto che legittimano la segnalazione alla centrale rischi, la relativa controversia non è riconducibile a quelle riguardanti la disciplina sul codice della privacy, ma piuttosto a quelle da responsabilità da fatto illecito ex art. 2043 C.C.” (Tribunale di Verona, sentenza del 18/03/2013, in senso conforme anche Tribunale di Milano, ordinanza del 15/10/2014).

Tanto assodato, risulta esperibile il ricorso ex art. 700 cpc e la competenza territoriale individuata nel Tribunale residenza del ricorrente, in ragione del criterio del forum commissi delicti ex art. 20 cpc che coincide con il luogo di residenza in cui il soggetto danneggiato ha la propria sede e residenza, giacché è questo il luogo in cui si sono realizzate le ricadute negative della segnalazione, con lesione al diritto di immagine prodotte dalla segnalazione medesima.

Ebbene, la fase cautelare d’urgenza si risolve con l’emissione il 14/12/2016 di ordinanza con la quale si ordina alla banca di procedere immediatamente alla cancellazione del nominativo dalla Centrale Rischi, riconoscendo, in linea con la tesi del ricorrente che il comportamento della banca convenuta presentava ben due profili di illiceità:

1) l’aver effettuato la segnalazione alla Centrale Rischi senza aver preventivamente informato l’interessato

Tale azione implicherebbe violazione dell’obbligo previsto dall’art. 4 del Codice di Deontologia e buona condotta secondo cui:

Al verificarsi di ritardi nei pagamenti, il partecipante, anche unitamente all’invio di solleciti o di altre comunicazioni, avverte l’interessato circa l’imminente registrazione di dati in uno o più sistemi di informazioni creditizie.

I dati relativi al primo ritardo possono essere resi accessibili ai partecipanti solo…

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