Omesso versamento delle imposte e responsabilità penale

Con il precedente intervento abbiamo esaminato gli elementi e i principi generali del reato per omesso versamento delle imposte di cui al D. Lgs. 74/2000.

Con il presente documento si esaminano alcuni casi specifici e si dà maggiore profondità alle riflessioni sulla verifica della sussistenza del dolo nelle ipotesi di reato da omesso versamento.

ESCLUSIONE DI REATO NEL CASO DI TENTATIVO

LA RESPONSABILITA’ DELL’AMMINISTRATORE USCENTE

La suprema Corte di Cassazione con sentenza del 14 marzo 2014 n 12248, ha precisato che per il reato in trattativa, a condotta mista, non è configurabile il tentativo.

Sulla base di tale principio, la stessa Cassazione ha affermato il derivante principio di prima approssimazione secondo il quale, la condotta mista e l’esclusione della rilevanza del tentativo impediscono di ritenere punibile il delitto, a titolo di dolo (anche eventuale), nei casi in cui il soggetto tenuto all’adempimento fiscale penalmente rilevante (il versamento) sia soggetto diverso da quello che aveva posto in essere l’adempimento fiscale non ancora penalmente rilevante (la dichiarazione).

La condotta mista, infatti, implica la necessaria coincidenza soggettiva tra colui che presenta la dichiarazione e colui che omette il versamento.

Tale affermazione di principio è funzionale a precisare che, in caso di sostituzione dell’organo amministrativo, non può essere considerato responsabile a titolo di dolo eventuale colui che ha presentato la dichiarazione IVA ma ha cessato l’incarico di rappresentante legale della società prima della scadenza del termine per il versamento dell’imposta prescritto dalla norma.

ATTENZIONE: L’esistenza del dolo generico deve essere accertata, attesa la non configurabilità del tentativo, nel momento in cui il reato si perfeziona, momento che coincide con la data di versamento prevista dalla norma.

In caso di sostituzione dell’amministratore, prima della scadenza del termine di versamento (27 dicembre), non si configura la sussistenza del dolo eventuale in capo all’amministratore uscente.

Il principio appena narrato trova conferma nella recente sentenza n. 42002/14 che precisa che è inammissibile la responsabilità penale dell’amministratore che ha firmato la dichiarazione e che non è più amministratore della società alla data di scadenza del versamento non essendo accettabile una responsabilità di tale rilevanza per il fatto del terzo.

Tuttavia si avverte che, se la sostituzione avviene per causa volontaria, il dolo potrebbe sussistere laddove la stessa modifica dell’amministratore sia artatamente preordinata con l’intenzione di evitare la responsabilità penale e di omettere il versamento dell’imposta. Tuttavia, per estendere la responsabilità penale all’amministratore uscente, il PM deve fornire la prova della sussistenza del dolo intenzionale.

La Cassazione, con sentenza del 14 marzo 2014 N. 12248 ha in merito espresso i seguenti principi di diritto:

  • Ai fini della sussistenza del dolo generico per la punibilità del reato di cui all’articolo 10-ter de D.Lgs. 74/2000 il giudice deve accertarne l’esistenza, attesa la non configurabilità del tentativo, nel momento in cui il reato si perfeziona, ossia alla data di scadenza ultima entro cui effettuare il versamento;

  • La natura giuridica a condotta mista (commissiva con riferimento alla presentazione della dichiarazione; omissiva con riferimento al mancato versamento, momento che qualifica la rilevanza penale), del reato di omesso versamento IVA, implica in prima approssimazione che è punibile, a titolo di dolo eventuale, colui che presenta la dichiarazione IVA e che omette di versare alla scadenza l’IVA dichiarata, richiedendo la normativa una coincidenza soggettiva nel comportamento omissivo e commissivo. Ne consegue che, la punibilità è esclusa nei confronti del soggetto che aveva presentato la dichiarazione IVA nel caso questi sia soggetto diverso da quello tenuto all’adempimento fiscale penalmente rilevante (omesso versamento),…

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